Conservatorio Morlacchi, grande concerto di ottoni ai Notari con canto del cigno di Massimo Bartoletti che passa il testimone a Mirco Rubegni

Un Maestro che ha onorato la cattedra di tromba del nostro Conservatorio, formando generazioni di musicisti di vaglia

Conservatorio Morlacchi, grande concerto di ottoni ai Notari, con canto del cigno di Massimo Bartoletti che passa il testimone a Mirco Rubegni. Un Maestro che ha onorato la cattedra di tromba del nostro Conservatorio, formando generazioni di musicisti di vaglia. Bartoletti ha fatto parte dell’orchestra sinfonica della Rai, ha suonato sotto la bacchetta dei più prestigiosi direttori degli ultimi anni. Ha collaborato tra gli altri con: Berio, Schuller, Stockhausen, Petrassi, Donatoni. Ha partecipato alla realizzazione di colonne sonore per film, eseguendo Nino Rota e Fiorenzo Carpi, Armando Trovajoli, Ewan Lurie e Nicola Piovani. Ha composto musiche di ogni genere. Insomma: un genio della tromba. E uno spettacolo per “romanaccia” simpatia e facilità di dialogo col pubblico. Tutto improntato a spiccata autoironia. Ieri ha diretto e suonato coi suoi, chiamandoli tutti per nome.

Erano: alle trombe Samuele Cupido, Filippo Basta, Andrea Diotallevi, Riccardo Catria, Marco Marini, Bruno Mancuso, Simone Vagnarelli, Fabio Giustiniani. Ai corni: Matteo Ranieri e Giacomo Burnelli. Ai tromboni: Alessia Donatelli (unica donna), Davide Chiatti, Luigi Francesco Mazzei, Alberto Pagnottini, Pierluigi Bastioli.

Nella seconda parte, di marcato stile jazz, si sono uniti: Simone Bruschi (percussioni), Pietro Paris (basso), Federico Sebastiani Ferri (chitarra), Lorenzo Francioli (organo).

La prima parte, diretta da Bartoletti, si è dipanata fra classici e moderni. Il pubblico (ignorante, come il sottoscritto) ha scoperto che l’inno dell’eurovisione è il “Prelude to Te Deum” di Charpentier (non è mai troppo tardi!).

Quindi uno spiritoso pout-pourri verdiano, uno strepitoso “The man I love” di Gerswhin, un “Oblivion” di Piazzolla, un “Yesterday” beatlesiano.

Poi la seconda parte, tutta jazz, diretta dal giovane Mirco Rubegni, astro nascente della tromba. A lui, probabilmente, l’arduo compito di subentrare a Bartoletti.

Hanno eseguito insieme il brano di saluto. Una musica che ha coniugato prologo ed epilogo. Con due musicisti, artisti di classe, che si parlavano attraverso il suono lirico e intenso della tromba. Un dialogo fra uomini. Anche gli ottoni parlano.

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