Concerto-evento alla Sala dei Notari, boom di pubblico: la Filarmonica “Puletti” dà spettacolo

Filarmonica “Puletti” di Ponte Felcino. Oltre un secolo di storia alle spalle… e non li dimostra

Filarmonica “Puletti” di Ponte Felcino. Oltre un secolo di storia alle spalle… e non li dimostra. Ce ne raccontò le vicende Stefano Vicarelli, nel memorabile volume “Cento anni… suonati” del 2010. Ne sono orgogliosi il presidente Raoul Bonaca, il vice Marco Romanelli, il direttore Franco Radicchia, il presentatore Gianpiero Margaritelli, la comunità ponteggiana in tutte le sue componenti.

La presenza di Capodanno ai Notari celebra il trentennale (1987-2017) di un patto con la città: difatti la meritoria Associazione è solita donare alla Vetusta un concerto che vede la sala ricolma fin da un’ora prima dell’evento. Perché i perugini non rinunciano a uno spettacolo che incrocia cultura, musica, tradizione. E che, soprattutto, è a ingresso libero e gratuito. 

E' stato, peraltro, un “concerto evento” con gag e sorprese eclatanti. Prima fra tutte, quella dei percussionisti (Renzo Bottoni, Francesco Ragni e Massimo Onofri) i quali – dopo trent’anni di onorato servizio “in piedi” – si sono visti servire un caffè nella corsia di corridoio, tra lo stupore e le risate dei presenti. Finalmente seduti, di fianco al sindaco Romizi, i tre hanno punteggiato l’esecuzione dei colleghi (compreso il batterista Roberto Bisello, rimasto tra le antiche sedute lignee a presidiare la postazione) con ritmici colpettini alle tazzine, utilizzate come strumenti. Risate, certo, per l’ironia con cui hanno operato. Ma anche apprezzamento per la bravura, perché costoro hanno toccato le tazzine leggendo meticolosamente la partitura.

Non meno divertente l’esecuzione di uno stralunato Francesco Ragni che (alla maniera di Jerry Lewis) ha eseguito, in manicotti neri da impiegato d’antan, un assolo di macchina da scrivere, con tanto di foglietto consegnato al Maestro Radicchia.

Inevitabile lo spiritoso commento di Margaritelli il quale fa notare al sindaco che un dattilografo di tal fatta, tanto esperto e solerte, dovrebbe essere immediatamente inserito nei ruoli dei dipendenti comunali (ormai irreversibilmente transitati alla videoscrittura). Tra le guest star ospiti, da ricordare l’esecuzione del Maestro Alessandro Zucchetti che ha eseguito alla chitarra un suo arrangiamento del concerto in Re maggiore RV 93 di Antonio Vivaldi. Tutto il resto, secondo le regole. Con l’immancabile Strauss e la chiusura – manco a dirlo – con la partecipata Marcia di Radetzky di Johann Strauss padre, tra battimani ritmici del pubblico: una volta tanto, non solo spettatore passivo

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