VISTI PER VOI Al teatro Bicini, "Colpo Basso"... tra leggerezza e dramma

Al Bicini “Colpo basso”, una divertentissima pièce (fa ridere e commuove) da un testo di Gianni Clementi, drammaturgo romano che Mariella Chiarini ha proposto per prima al pubblico perugino, curandone magistralmente la messa in scena

Al Bicini “Colpo basso”, una divertentissima pièce (fa ridere e commuove) da un testo di Gianni Clementi, drammaturgo romano che Mariella Chiarini ha proposto per prima al pubblico perugino, curandone magistralmente la messa in scena.

“Colpo basso” (con Fabio Furiosi, Filippo Alunno Rossetti, Moussa Doumbia/Christel Tchuisse Nyassi) è uno spettacolo che alterna i toni di giocosa ilarità e quelli del dramma. In modo lieve, ma non superficiale. Senza rinunciare al contesto sociale e antropologico, né alla dimensione umana e ai valori relazionali e affettivi.

In una “sgarruppata” palestra di pugilato, opera Cesare, allenatore e manager di poveracci che stentano a coniugare il pranzo con la cena. Il suo pupillo è tal Yussuf, che il “procuratore” è disposto a sacrificare in un combattimento clandestino con un pugile che, prevedibilmente, lo farà a pezzi. Ma l’arte di arrangiarsi e i debiti che lo incalzano sembrano spogliarlo dei valori di comprensione e umanità.

Finché arriva Giulio, un giovane perbenino, ma completamente inadatto a quel tipo di sport. Chiede comunque di allenarsi e, dopo qualche riluttanza iniziale, è accettato per necessità. Per educazione, cultura e status sociale, Giulio denuncia una palese lontananza da quell’ambiente e da quel tipo di degradata umanità. Ma, un po’ alla volta, viene alla luce che Cesare, ex campione di pugilato, porta nel cuore il peso di un combattimento venduto, rinunciando alle prospettive di una brillante carriera. Da qui la fuga in sud America a fare il tassinaro e il ritorno, deluso, dopo sedici anni di desiderato oblio. Il giovane Giulio si presta ad assistere il tracotante allenatore in un momento di crisi di salute e poi, mano a mano, vengono alla luce insospettabili legami che rendono palesi le motivazioni di questo avvicinamento: un vecchio amore, un padre che gli ha lasciato in eredità una ditta fiorente, una solitudine da superare, la ricerca di legami parentali insospettabili.

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Insomma: l’apparente cinismo di Cesare sfuma davanti ai valori universali di umanità. Clementi si rivela scrittore sensibile e drammaturgo di vaglia. Gli attori fanno la loro in modo egregio. Repliche anche il prossimo week end. Su Mariella, stimata donna di teatro (abilissima, davanti e dietro la scena), è inutile discettare. Ha dalla sua un curriculum che parla. E se dico che la Chiarini costituisce il valore aggiunto e l’orgoglio del teatro perugino, non credo proprio di esagerare. Faccio mie le parole dell’indimenticabile Pasquale Lucertini che, con voce nasale e tono disincantato, ma sincero, era solito ripetere: “Tenetela da conto la Mariella… che come lei nn’arnàscono!”. Credo proprio che avesse ragione.

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