Umbria Mobilità, i lavoratori dichiarano lo stato di agitazione

I lavoratori dell'azienda unica regionale dei trasporti, Umbria Mobilità sono sul piede di guerra e dichiarano lo stato di agitazione attraverso una nota congiunta dei sindacati

Giovanni Moriconi, presidente di Umbria Mobilità

Gli oltre 1.350 lavoratori di Umbria Mobilità, l’azienda regionale dei trasporti, sono pronti ad incrociare le braccia. Infatti, Cgil, Cisl, Uil, Cisal, Ugl e Orsa hanno proclamato lo stato di agitazione, con una nota dove esprimono il loro disappunto rispetto alle modalità con cui sta proseguendo il confronto sindacale.

Al centro della diatriba, c'è lo stallo nelle trattative sull’unificazione dei contratti dei lavoratori. Nonostante in questi mesi siano state date ampie rassicurazioni sia dai vertici aziendali che dagli enti proprietari circa il rispetto del protocollo del 21 dicembre 2009 sulla necessità di concordare con i sindacati tutti gli aspetti del processo di realizzazione dell’azienda unica regionale e, conseguentemente, per i lavoratori persistono ancora alcuni aspetti di criticità.

I lavoratori protestano per l'emanazione di atti unilaterali riguardanti vari aspetti dell’organizzazione del lavoro, con particolare riferimento alla definizione di turnazioni non concordate sia per il settore gomma che per il settore ferro, uniti alla tenuta da parte di alcuni preposti aziendali di atteggiamenti irrispettosi del ruolo e delle prerogative delle Rappresentanze Sindacali Unitarie.

Inoltre, secondo le segreterie regionali sindacali, Umbria Mobilità non ha rispettato gli accordi sindacali aziendali già siglati nelle ex aziende e ancora vigenti in Umbria Tpl e Mobilità Spa alla luce dell’accordo siglato il 26 ottobre 2010 ai sensi della legge 428/90.

Con lo stato di agitazione i dipendenti esprimono la necessità di rimodulare l’ultima proposta aziendale relativa all'omogeneizzazione dei trattamenti economici del personale, sia per garantire gli scatti di anzianità maturati dal personale nei periodi di lavoro con Contratto di Formazione e Lavoro. E per concludere l'azienda regionale dei trasporti è in grave ritardo sulla consegna del piano industriale.

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