Busitalia si prende Umbria Mobilità e fa una promessa: 300 autobus nuovi

I privati stanno lentamente prendendo possesso con la nuova società delle rotte e del disastrato parco mezzi della vecchia e in crisi Umbria Mobilità. Da Roma però si sono bloccati di nuovo i crediti vantati dall'Umbria

Nuova società, con nuovo socio e a quanto sembra nuova "flotta" di mezzi per solcare le strade urbane ed extraurbane dopo i troppi guasti e troppi pendolari costretti a restare a terra. Il nuovo proprietario di Umbria Mobilità - la società Bus Italia delle Fs - si sta presentando alle istituzioni con i primi buoni propositi. Si parte dal rinnovo del parco autobus ormai obsoleto e da anni con zero ricambi per via della crisi della vecchia società tutta pubblica. Busitalia ha preso l'impegno di abbassare l'età media del parco mezzi da 12 a 10 anni: il che vuol dire l'arrivo di nuovi 300 pullman sia per le rotte urbane che per le lunghe percorrenze. Intanto continua il passaggio tra la vecchia compagnia e quella nuova con i privati con il 70 per cento delle azioni. 

“Stiamo cominciando adesso – ha osservato Franco Viola, amministratore delegato, alla platea del Comitato regionali diretto da Maria Rosi - a gestire questa operazione di passaggio che è molto complessa. Si sta iniziando a definire il piano industriale. Da Busitalia, comunque, c'è stata un'iniziativa importante: in questo modo l'Umbria diventa la prima regione in cui il nuovo socio sperimenta l'integrazione totale del sistema di mobilità con le ferrovie Fs e quelle di Umbria mobilità, con il servizio su gomma e quello di navigazione, a cui va aggiunta la gestione delle scale mobili. Una sfida importante che punta a presentare tutta la mobilità regionale come un sistema integrato, così da dare al cittadino un servizio unico, più utile, semplice e funzionale”. La gara per il servizio, che vedrà il bacino diviso in due lotti, verrà fatta dopo l'approvazione in Consiglio regionale del Piano trasporti e del Piano di Bacino.

I CREDITI - Il piano di rientro con Roma Tpl, per i 50 milioni di credito vantati da Umbria mobilità, si è bloccato dopo la restituzione di 6 milioni sui 20 previsti per il 2013. Una situazione che dunque si porterà avanti ancora per lungo tempo e lascerà sempre un buco nel settore trasporti di casa nostra.

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Commenti (1)

  • Avatar anonimo di Spaccol
    Spaccol

    Si, però vendiamo il minimetro a qualche altra città che ne può avere bisogno...

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