Aumenta quella parte di Umbria che sopravvive grazie ai sussidi: i dati dell'Inps

Capitolo a parte per la legge 100 che permette di superare gli ostacoli della "Fornero": boom di pensionamenti di chi ha 40 anni di servizio

Le domande presentate e accolte riguardo al Reddito di Cittadinanza, rispetto all’entusiasmo iniziale hanno subito un progressivo calo in tutt’Italia e i dati INPS relativi al periodo compreso tra marzo e luglio 2019 registrano un totale nazionale di 895.220 domande accolte rispetto a un totale di 1.401.225 domande presentate. Il bancino dei cosiddetti poveri nel Paese è conteggiato sui 5milioni di famiglie. 

I dati, aggiornati a luglio, relativi alle domande in Umbria, Marche e Toscana, riportano che la Toscana è al primo posto, con 34.604 domande accolte rispetto ad un totale di 62.658 che ne sono state presentate, le Marche al secondo posto con 14.380 domande accolte su 27.233, e al terzo posto c’è l’Umbria, che registra un totale di 9.590 domande accolte rispetto alle 16.394 presentate e si stima che il numero di famiglie che percepirà il sussidio non supererà di molto le 10 mila (un quinto delle famiglie relativamente povere della regione, su un totale di 50 mila).

Inoltre, i dati relativi alla quota 100 (la legge fortemente voluta dalla Lega per arginare la "Fornero": ovverola possibilità per i lavoratori di andare in pensione quando la somma dell'età anagrafica e degli anni di contributi versati è pari almeno a 100), aggiornati al 22 luglio registrano un totale nazionale di 162.603 domande presentate, di cui rispettivamente 1.702 in Umbria, 10.570 in Toscana e 4.574 nelle Marche. 

Restando nell'ambito del welfare, nel 2018 sono stati erogati inoltre 20.516 assegni sociali (prestazione economica erogata a domanda per cittadini in condizioni disagiate, che ha sostituito a decorrere dal 1° gennaio 1996 la pensione sociale), e per quanto riguarda il primo semestre del 2019 se ne contano per ora 6.119.

Forte incremento in Umbria anche per quanto riguarda il ricorso alla cassa integrazione (il 14,75% in più da gennaio a giugno 2019) rispetto al valore nazionale che registra un aumento del 16,21% negli stessi mesi. La Cassa Integrazione Straordinaria nei mesi compresi tra gennaio e giugno 2019 ha subito un aumento del 70,4% con 1.761.913 ore. Questo andamento è causato, secondo l’osservatorio dell’Inps al miglioramento o peggioramento dell’attività industriale e dell’economia; infatti i dati riportano una mancanza di crescita e crisi della produzione industriale che comporta anche il costante aumento delle domande di disoccupazione (NASPI), e tenendo conto dei dati dei primi cinque mesi del 2019 si stima un superamento rispetto ai valori dei due anni precedenti, tanto che nei primi tre mesi del corrente anno, secondo l’Istat, la disoccupazione ha toccato il 10,4%.

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