Come sul Po, bracconieri all'assalto del Tevere: reti lunghe due chilometri, il pescato al mercato nero

Dieci denunce per altrettanti stranieri specializzati nel depredare fiumi e laghi italiani. Trovata rete con 5 quintali di pesce che sarebbe finito direttamente sul mercato nero dell'Est. Bracconieri violenti e senza scrupoli

Sono arrivati anche da noi. Le voci erano tante alimentate da reti ritrovate nei tratti "più larghi" del Tevere sia perugino che ternano. Diversi gli avvistamenti di barche, addirittura a motore, che solcano in maniera sospetta e sempre di sera la zona dell'invaso artificiale di Corbara. Ora, dopo il blitz della Guardia Forestale, c'è la certezza e si spera si possano prendere provvedimenti immediati: in Umbria operano bande di bracconieri della pesca che poi spediscono quintali di pesci nel mercato nero dell'Est Europa dove c'è una forte richiesta se a prezzi stracciati.

Nel Nord del Paese stanno depredando fiumi come il Po e altri laghi artificiali riducendo la fauna ittica ai minimi termini e provocando danni al fondale e alle sponde. La banda scoperta in Umbria aveva preso di mira Corbara: un bacino molto pescoso e profondo e allo stesso tempo poco controllabile a differenza del Trasimeno. Qui non ci sono pescatori professionisti. I bracconieri sono una decina di romeni che hanno gettato con delle imbarcazioni qualcosa come 2mila metri di rete da pesca, a fitte maglie, alta ben 4 metri.

Quando è stata tirata fuori dall'acqua questa trappola illegale c'erano già 5 quintali di pesce: pesci nobili (a livello culinario) come la carpa, il pesce gatto, luccio e luccio-perca, altri praticamente insignificanti a livello di "padella" come lo spinoso carassio. Il danno è notevole anche perchè questa rete intercettata è soltanto la punta dell'ice-berg, o sarebbe meglio dire di un grave danno ambientale. Le carpe e le altre specie finite nella rete erano prossime a deporre le uova per un nuovo ciclo vitale per Corbara.

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C'è anche dell'altro se si esaminano le vari denunce raccolte nel corso degli anni. Sono molti i pescatori sportivi minacciati da romeni per ottenere il pescato di giornata che invece vuole essere rimmesso in acqua, Chi si rifiuta viene minacciato e in alcuni casi si è ancora arrivati alle mani. 

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