Umbria, turismo: querelle tra Cucinelli e Guarducci

In occasione della serata al Bit di Milano, nasce una piccola bagarre tra Brunello Cucinelli, patron del cashemere umbro ed Eugenio Carducci sul turismo umbro

Nasce una piccola polemica tra due delle personalità imprenditoriali più importanti di Perugia e di tutta la Regione Umbria che rispondono ai nomi di Brunello Cucinelli e Eugenio Guarducci, rispettivamente, re del cashemere umbro e patron di Eurochocolate 2012.

I due signori dell'economica umbra hanno due vedute completamente diverse sui punti di forza del turismo regionale. Infatti secondo Guarducci, il settore deve crescere soprattutto nell'afflusso di massa nei grandi eventi, qual'è appunto Eurochocolate, mentre secondo Cucinelli, l'economia turistica si deve esclusivamente reggere sulle bellezze paesaggistiche e culturali dell'Umbria, tralasciando le manifestazioni di massa.

Il teatro del contendere è stata la Bit, la Borsa Internazionale del  turismo, svoltasi in questi giorni a Milano e l'esternazione di Cucinelli ha causato la secca replica di Guarducci: "Ricordo a chi non c'era che la serata era organizzata per promuovere l'Umbria proprio attraverso gli eventi”, ha detto Guarducci, secondo cui l'intervento di Cucinelli è stato “un vero e proprio intervento a gamba tesa che ha colpito non solo la palla verso la nostra porta ma anche i miei stinchi.

L'Umbria è una delle regioni – secondo Guarducci- con le più basse percentuali di occupazione media nelle strutture ricettive che, come ben sai, non ospitano sale affrescate per cucire tasche o polsini ma cucine, camere da letto, sale da pranzo”.

Sull'argomento è interventuto anche il Capogruppo dell’Udc in Consiglio Provinciale, Maurizio Ronconi: "Questa querelle la dice lunga sulla confusione e sul caos che regna nella gestione di un comparto di vitale importanza per la nostra regione. Sono anni ormai che il comparto turistico umbro è abbandonato a se stesso, senza alcuna linea guida, senza alcuna indicazione che lo caratterizzi e lo faccia riconoscere.

Continuare a dibattere tra la scelta di un turismo d’elite ed uno di massa e non invece su “quello umbro” contribuisce a far perdere posizioni fondamentali in un mercato straordinariamente competitivo. L’Umbria non ha bisogno né di profeti e neppure di “guru” ma di politici avveduti e con qualche idea che non utilizzino le idee per il turismo per promozioni personali e di parte”; conclude Ronconi


 

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