Turismo sociale, Provincia chiede a Regione di accelerare i tempi

La Provincia perugina chiede alla Regione Umbria di accellerare i tempi sul testo legislativo sul turismo sociale che sbloccherebbe i fondi comunitari

La Provincia di Perugia chiede alla Regione Umbria di accellerare i tempi sul testo del turismo sociale come bollino di qualità per la nostra regione, che risulta tra le prime d’Italia ad attivarsi per regolamentare questo tipo di turismo mediante legge.

Allo stato attuale due sono le proposte normative all’esame del Consiglio regionale: una portata avanti dal consigliere Andrea Smacchi che vorrebbe un ruolo centrale della Provincia; l’altra, caldeggiata dal consigliere Massimo Buconi che mette in primo piano la Fitus (Federazione Italiana di Turismo Sociale) nella gestione di questa tipologia di turismo. Ma è proprio qui che si inserisce il lavoro della III Commissione provinciale, riunita nei giorni scorsi e presieduta da Luca Baldelli (Prc), che auspica che si arrivi al più presto ad una sintesi e promette di seguire da vicino tutto l’iter.

“Il ruolo della Provincia – ha detto in apertura dei lavori Baldelli – è stato all’avanguardia, di stimolo e sollecitazione. Il turismo sociale è un diritto a fruire degli spazi interdetti del territorio con strutture ricettive adeguate”.

In commissione sono state ascoltate anche le audizioni di Enrico Volpini della Fitus (Federazione Italiana di Turismo Sociale), che chiede di nominare un comitato tecnico che ha il compito, tra l’altro, di attivarsi per reperire fondi comunitari, e del consigliere regionale Smacchi favorevole ad una accelerazione per giungere ad un testo legislativo in tempi brevi.

Tutti concordi, quindi, per accorciare i tempi compreso l’assessore provinciale con delega al Turismo Roberto Bertini secondo cui le caratteristiche del nostro territorio sono adatte a questa tipologia di turismo.

Per Giampiero Rasimelli (Pd), invece: "Bisogna trovare un punto di incontro. La proposta del turismo sociale mette in  campo delle opportunità che in questo periodo di crisi è bene cogliere ed essere dinamici. La proposta deve essere unica – ha continuato – con la Provincia all’interno di questa partita”.

Sull’educazione alla vacanza, punta Daniele Pinaglia (Pd) che afferma come “questa tipologia di turismo non deve essere in concorrenza con quello privato ma porsi in simbiosi con esso”. “Il turismo sociale dovrebbe recuperare i centri minori” per Luigi Andreani (Pdl) il quale ricorda che “in Umbria veniamo da esperienze negative sul fronte turismo, pensiamo alle Apt.

 

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