Turismo religioso, record di pellegrini per i cammini di Francesco: i dati, dalla Germania al Tagikistan

Presenze in aumento sui cammini francescani e umbri: nel 2019 'censiti' 24mila arrivi da tutto il mondo, alcuni persino dal Tagikistan e dallo Swaziland

Turismo e spiritualità, un binomio sempre più forte come dimostra anche il numero record di pellegrini fatto registrare nel 2019 dai sentieri francescani verso Assisi percorsi da 17.000 pellegrini (4.124 solo quelli censiti dalla 'Statio Peregrinorum' del Sacro Convento di Assisi) mentre la cifra sale a 24.000 se si considerano i cammini di tutta l'Umbria. E se la maggior parte dei camminatori è ancora italiana, aumentano quelli stranieri con i tedeschi a guidare - davanti a francesi e austriaci - una schiera composta da persone di tutti i continenti, alcune provenienti persino dal Tagikistan e dallo Swaziland. 

'MARKETING TERRITORIALE' - Dati che offrono una chiara fotografia di un fenomeno in grande crescita e che sta rinnovando e dando slancio al turismo e all’immagine dell’Umbria in Italia e nel mondo, tanto che la Regione - in un'intelligente operazione di 'marketing territoriale' - ha appena approvato e finanziato (con 5 milioni) la mozione del presidente del consiglio regionale Marco Squarta la cui idea è quella di trasformare la Via di Francesco in un qualcosa di simile a quello che è per la Spagna il Cammino di Santiago. Un modo per far conoscere ai turisti i valori di fraternità, accoglienza e rispetto dell’ambiente del 'poverello' di Assisi e dell'Umbria che li ha fatti propri. Da anni del resto le istituzioni civili e religiose della Regione lavorano in stretta sinergia con le associazioni e gli operatori turistici del territorio per promuovere e migliorare l’esperienza religiosa, spirituale e turistica del pellegrino che decide di attraversare il "Cuore Verde d’Italia" per arrivare ad Assisi, a Loreto o a Roma. Secondo i dati statistici, la città di Francesco è la meta preferita in Italia (79,88%) per compiere un pellegrinaggio a piedi, in bicicletta, a cavallo o con handbike. 

I DATI - La 'Statio Peregrinorum', che raccoglie i dati dei camminatori che giungono alla Basilica di San Francesco, evidenzia anche per il 2019 un aumento di arrivi rispetto all’anno precedente. Un trend in crescita se si pensa che nel 2015 sono stati registrati 970 pellegrini, 3.185 nel 2016, 3.626 nel 2017 e 3.950 nel 2018. Chi percorre i cammini francescani sono in maggioranza uomini (50,43%) mentre le donne rappresentato il 45,54%. Il 92,4% l’ha percorso a piedi, il 4,24% in bicicletta, lo 0,13% a cavallo, lo 0,04% in sedia a rotelle o handbike.
 
DA DOVE ARRIVANO - La maggioranza dei pellegrini sono italiani, ma è comunque un’esperienza conosciuta e apprezzata in tutto il mondo se si pensa che provengono dai 5 continenti e da oltre 50 nazioni. Tra gli stranieri al primo posto ci sono i tedeschi (26,11%), a seguire: i francesi (12,5%), gli austriaci (9%), gli statunitensi (8,65%), i brasiliani (5,11%), gli olandesi (5%) e perfino camminatori provenienti dal Tagikistan e dallo Swaziland. In crescita i flussi di pellegrini scandinavi: Norvegia, Finlandia e Svezia.

I CAMMINATORI - I cammini francescani sono per tutte l’età: al primo posto i pellegrini dai 30 ai 60 anni (49,7%) a seguire con il 29,9% gli ultrasessantenni mentre tra i 18 e 30 sono il 14%. Il camminatore più giovane del 2019 è stato Giacomo di soli 13 mesi. Il periodo preferito va da aprile ad ottobre, con un picco ad agosto per gli italiani. Gli stranieri si concentrano nei mesi di maggio, giugno e settembre. Il 61% dei camminatori viaggiano da soli invertendo la tendenza del passato.

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