Sindaci, pescatori, albergatori e storici: ecco i nove punti per rilanciare il Trasimeno

Tutte le linee programmatiche finalizzate ad orientare il processo di adozione di un nuovo piano di gestione del lago da parte della massima istituzione dell'Umbria

Cambiare la gestione del Parco Naturale del Trasimeno per salvaguardare lo specchio d'acqua lacustre e rilanciare la sua bellezza per attrarre nuovi turisti. Il nuovo cambio di rotta è stato chiesto ufficialmente dai sindaci del Trasimeno, dalle associazioni di categoria e da quelle che rappresentano i pescatori, con un documento inviato all'attenzione della Regione dell'Umbria. Linee programmatiche finalizzate ad orientare il processo di adozione di un nuovo piano di gestione del lago da parte della massima istituzione dell'Umbria. 

Per i firmatari “l’istituzione del Parco Trasimeno è stata una scelta fondamentale per la difesa e la valorizzazione della straordinaria qualità ambientale del quarto lago d’Italia. Dopo molti anni però, in un contesto istituzionale, economico e sociale completamente trasformato, è necessaria – sottolineano i promotori – una rivisitazione profonda delle modalità di gestione del Parco. Queste infatti, per rigidità normative e per assenza di investimenti regolari, hanno finito per portare più parti del lago in uno stato di abbandono, dove il degrado presente compromette anche gli stessi cicli di vita di flora e fauna così come conosciuti per millenni nel loro rapporto con l’uomo”.

Tra i sottoscrittori del documento spiccano: Fausto Scricciolo, presidente della Conferenza dei sindaci del Trasimeno e sindaco di Città della Pieve; Roberto Ferricelli, consigliere provinciale e sindaco di Piegaro; Sergio Batino, sindaco di Castiglione del Lago; Giacomo Chiodini, sindaco di Magione; Ermanno Rossi, sindaco di Passignano sul Trasimeno; Patrizia Cerimonia, sindaco di Tuoro sul Trasimeno; Giulio Cherubini, sindaco di Panicale; Riccardo Bardelli, sindaco di Paciano.

Nel documento sono riportate ben nove azioni urgenti da inserire nel nuovo Piano "perarmonizzare il contesto naturale del lago, che con il suo alto livello di antropizzazione appare certamente diverso da altri parchi presenti a livello regionale e nazionale.

1) Coltivazione canneto. Possibilità, da parte pubblica e privata, di coltivazione del canneto, con tagli periodici della vegetazione così come sempre avvenuto al Lago Trasimeno fino all’istituzione del Parco stesso. Nelle aree sottoposte a specifico vincolo – come l’area dell’Oasi La Valle – il canneto potrà essere coltivato compatibilmente con i periodi riproduttivi e migratori dell’avifauna.

2) Specie animali invasive. Migliore e più efficace regolazione del contenimento degli animali invasivi (cinghiali, nutrie, ecc.) all’interno del Parco e nelle sue aree pertinenti. Si richiede su questo argomento – molto sentito dalla popolazione ed utile anche all’ecosistema del lago – un maggiore protagonismo dei Sindaci, nonché la possibilità di abbattimenti selettivi durante tutto l’anno.

3) Fenomeni di interramento. Ripristinare, ove necessario, i dragaggi sul fondale. Una pratica interrotta per l’opinabile definizione di rifiuto attribuita ai fanghi di fondo del lago, ma che era estremamente utile a ridurre l’interramento progressivo del bacino, fenomeno particolarmente preoccupante in un lago laminare; a rimuovere la vegetazione depositata, talvolta in più strati, sul fondale; a permettere un regolare funzionamento della navigazione pubblica e privata e il corretto accesso a darsene, attracchi e pontili.

4) Immissione diretta acque. Prevedere nel Piano l’opzione di attivazione dell’immissione diretta dell’acqua direttamente nel bacino del lago tramite la canalizzazione in uscita sul torrente Paganico dalla diga di Montedoglio. Questo permette di contrastare i ciclici decrementi del livello, compatibilmente con le quantità di acqua immagazzinate all’interno della diga e le sue previsioni di utilizzo. Proseguire gli sforzi verso la realizzazione di un allaccio con la diga sul fiume Chiascio, come contributo ulteriore alla stabilizzazione del livello.

5) Rimozione piante cadenti, biomasse e pescicoltura. Disporre norme regolamentari per permettere la rimozione delle piante cadenti sullo specchio d’acqua, fenomeno che riguarda migliaia di alberi dopo l’incremento di livello degli ultimi due anni. Contemperare su questo aspetto il potere di ordinanza del Sindaco. Tenere in considerazione il valore energetico di questa massa di materiale organico, magari introducendo un ciclo biomasse la cui produzione possa sostenere impianti di pescicoltura. Attività economica, quest’ultima, in grado di sostenere il settore pesca nelle fasi di ridotta cattura.

6) Fossi e scoline. Definire nel Piano norme di dettaglio sull’obbligo di ripulitura dei fossi e delle scoline che portano acqua al lago per poter, anche tramite ordinanza sindacale, richiamare i privati ad un specifico ventaglio di regole finalizzate ad una manutenzione stagionale obbligatoria per tutti coloro che possiedono terreni prossimi al lago;

7) Agricoltura e turismo a ridosso del lago. Per favorire l’attività agricola in prossimità del lago – migliorando la manutenzione del reticolo idraulico minore (fossi e scoline), le sponde e più complessivamente il paesaggio, depauperato dall’abbandono negli ultimi anni delle coltivazioni – promuovere modifiche normative che consentano di variare la strumentazione urbanistica e di settore vigente, comprese quelle relative al Piano stralcio del Trasimeno (PS2).

8) Riqualificazione darsene, pontili ed altre pertinenze pubbliche. Definire regole certe, competenze chiare e risorse sufficienti per un’ordinaria manutenzione di darsene, pontili, sponde ed altre aree e pertinenze di pubblica utilità, nonché l’ammodernamento del sistema di deflusso (paratie) tramite il canale emissario;

9) Fondi comunitari per Parco, pesca, percorsi ciclabili ed attività sportive ecocompatibili. Individuare uno specifico gruppo di esperti della Regione Umbria che – partendo dal basso, con un colloquio costante con amministrazioni ed associazioni – possa mettere a punto una serie di bandi da far rientrare nella programmazione comunitaria attualmente in corso, con specifici interventi sulle aree Parco (valorizzazione, promozione), sull’attività di pesca e sui percorsi ciclabili, in particolare finalizzati al miglioramento della cosiddetta pista. Si sottolinea poi il ruolo fondamentale delle attività sportive ecocompatibili in acqua e lungo la costa, anche su queste possono essere valorizzate con i fondi comunitari, anche rivedendo il regolamento riguardante lo sci nautico.

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