Quel che resta dell'Umbria: ad agosto altri 200 posti di lavoro a rischio, dalla Tagina alla Tiscali di Torgiano. Si emigra per campare...

Per la Tagina scatta la mobilitazione dei dipendenti e dei cittadini di Gualdo Tadino. I licenziamenti si avvicinano. Il nucleo umbro di Tiscali rischia di essere spazzato via, dopo un glorioso passato. Queste sono le emergenze... il resto sono chiacchiere

L'Umbria è scesa sotto i 900mila abitanti, la fuga è determinata dalla miseria per via di un tasso di dissocupazione record e che non si riesce ad arginare. Si è tornati agli anni '70 quando intere famiglie e tanti giovani si sono trasferiti in Francia, Svizzera, Lussemburgo e Stati Uniti. E il flusso non si arresta. Purtroppo anche il poco lavoro rimasto è sempre più a rischio. Ad agosto altre due vertenze, altri 200 posti di lavoro, altri stipendi non recuperati e altri sacrifici chiesti ai lavoratori. La Tagina, una delle ceramiche più grandi della provincia di Perugia, in un territorio depresso come Gualdo Tadino, dopo l'apparente salvataggio e vendita, necessitava però la cassa integrazione per consentire un graduale e sostenibile ritorno alla produzione di qualità. Ma c'è un intoppo burocratico e legislativo secondo il Ministero del Lavoro che sta cercando una soluzione. 

Ma i tempi non saranno brevi. E di tempo la Tagina ne ha veramente poco prima che i licenziamenti si materializzano. Per il momento a pagare sono solo gli operai: hanno accettato ferie forzate, permessi non retribuiti. E all'appello mancano gli stipendi del passato, accumulati prima della vendita. A Gualdo Tadino è scattata dunque una nuova mobilitazione. Si parte con assemblea alla quale sono stati invitati i deputati e le istituzioni regionali: il 13 agosto alle ore 15 tutti i lavoratori, e i cittadini di Gualdo Tadino, direttamente coinvolti, potranno partecipare all’incontro organizzato dalle sigle sindacali FILCTEM CGIL E FEMCA CISL presso la sala consiliare messa a disposizione dal Primo cittadino. In futuro si pensa presidi fissi e manifestazioni a Roma. 

"Il risanamento e il rilancio dell’azienda gualdese - hanno scritto i sindacati - non puoò che passare dal mantenimento del livello occupazionale e da una nuova organizzazione del lavoro, per la quale è necessaria formazione e rotazione del personale. Solo 9 mesi fa il personale è già stato ridotto di oltre 50 unità, 7 mesi fa non si vedeva il futuro per i restanti occupati, poi ad aprile come un fulmine a ciel sereno è arrivato un acquirente, ridando speranza e futuro allo storico marchio, a giugno sono riprese costantemente le prime attività lavorative, ma senza una adeguata formazione ed i tempi tecnici per i prossimi investimenti necessari per saturare l’occupazione quasi la metà delle maestranze sarà definitivamente senza lavoro”. 

A 40 chilometri da Gualdo Tadino c'è Torgiano, c'è un'altra vertenza dove sono messi a rischio oltre 30 posti di lavoro dell'azienda delle telecomunicazioni prima Area e poi Tiscali. Un nucleo umbro già fortemente ridimensionato in passato e ora messo di nuovo a rischio tagli dopo l’accordo commerciale tra le società di Telecomunicazioni Fastweb e Tiscali.

"All’interno di un’operazione milionaria - scrivono i sindacati di Cisl, Uil e Cgil - tesa a valorizzare un asset nato e sviluppato in Umbria (la licenzia dei 40 mhz nella banda 3,5Ghz detenuta da Aria - controllata da Tiscali - e il ramo di azienda FWA con 836 torri) e che per oltre 15 anni ha permesso alla nostra regione di occupare un ruolo strategico nel panorama delle TLC, la nostra preoccupazione nasce dall’ennesimo rischio che sia smembrato il principale motore di questo sviluppo, non solo mettendo in discussione i livelli occupazionali del comparto perugino, ma allontanando di fatto dal nostro territorio ogni futuro sviluppo delle tecnologie 5G. Ricordiamo che Tiscali, insieme ad altri operatori Wimax, a seguito di una consultazione pubblica ha ottenuto il via libera da parte dell’Agcom per una proroga fino al 2029 delle frequenze nello spettro 3,5Ghz. Non è accettabile che il cambio del concessionario di licenze e frequenze di proprietà pubblica, avvenga a discapito di tutti i lavoratori allo stato non confermati".

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I dipendenti della Azienda Tiscali di Torgiano hanno chiesto un confronto alla Regione dell’Umbria, ai Sindaci dei Comuni di Perugia e di Torgiano, per farli attivare nei confronti del Ministero dello Sviluppo Economico "affinché i livelli occupazionali e il presidio territoriale vengano salvaguardati nella loro interezza, anche al fine di contribuire al rilancio economico di questo territorio".

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