Il silenzio insopportabile sulla vertenza Tagina, la Regione convoca i soci: vendere o addio 200 posti di lavoro

La Tagina è ultima grande fabbrica: 200 posti di lavoro, rigorosamente a rischio, se i vecchi soci non venderanno ai due potenziali acquirenti italiani. ma della trattativa si sa poco e niente

Che fine farà la più grande azienda di ceramica dell'Umbria, la Tagina? Che fine farà Gualdo Tadino, la città più colpita dalla crisi dove ogni giorno si perdono cittadini costretti ad emigrare come negli anni '60? Domande che, forse con ritardo, anche la politica regionale e nazionale iniziano a porsi dato che in questo territorio è passato uno tsunami di crisi economica che ha lasciato solo disoccupati e negozi chiusi. La Tagina è ultima grande fabbrica: 200 posti di lavoro, rigorosamente a rischio, se i vecchi soci non venderanno ai due potenziali acquirenti italiani. ma della trattativa si sa poco e niente. E' assurdo tutto questo silenzio. Ci sono famiglie senza stipendio da novembre. Ora la vertenza passa nelle mani della Regione dell'Umbria che convocherà nei prossimi giorni un incontro con la proprietà della ‘Tagina’ di Gualdo Tadino.

È quanto ha comunicato la Presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini nel corso dell’incontro che si è svolto oggi, a Palazzo Donini, con i rappresentanti dei sindacati di categoria Filctem Cgil e Femca Cisl (presenti i segretari Euro Angeli e Fabrizio Framarini) e il Sindaco di Gualdo Tadino al quale ha partecipato il direttore regionale allo Sviluppo economico Luigi Rossetti.

Sindaco e rappresentanti sindacali hanno esposto alla Presidente un quadro aggiornato della situazione della Tagina, valutando “improcrastinabile” un confronto con la proprietà. La Presidente ha confermato “la massima attenzione riguardo alla situazione dell’azienda e ogni possibile supporto a soggetti industriali che manifestino interesse per l’azienda stessa”.

Ribadendo l’impegno nel seguire la vertenza in “prima persona”, insieme al Comune, con le strutture regionali, la Presidente ha auspicato nel frattempo “la rapida messa in campo, a tutela dei lavoratori dell’azienda, degli ammortizzatori sociali disponibili sulla base degli ordinamenti in vigore” per i quali si attiverà presso le istituzioni competenti.
 

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