La buona notizia - La Regione Umbria stabilizza i precari: 44 dipendenti avranno il posto fisso

Buone notizie per i lavoratori. La Regione ha infatti avviato il percorso di stabilizzazione del personale precario che sarà attuato nel triennio 2018-202

Buone notizie per i lavoratori precari della Regione. Da Palazzo Cesaroini si apre uno spiraglio:  ha infatti avviato il percorso di stabilizzazione del personale precario che sarà attuato nel triennio 2018-2020. A darne notizia è la presidente Catiuscia Marini che specifica come il percorso per stabilizzare i dipendenti dà attuazione alla normativa prevista dal cosiddetto Decreto Madia per il superamento del precariato nelle pubbliche amministrazione, ed offre così prospettive certe anche ai numerosi lavoratori interessati sia alle dipendenze della Giunta e degli enti regionali, sia per quelli del comparto sanitario.

Il primo atto riguarda  la ricognizione di tutto il personale che, successivamente al 28 agosto 2015, è risultato in servizio presso le strutture ordinarie della giunta regionale con contratto di lavoro flessibile, in possesso di un esperienza lavorativa di almeno tre anni alla data del 31 dicembre 2017. Da questa ricognizione nominativa del personale, in possesso dei requisiti di legge, è emersa la posizione di 44 unità. Ci sarà quindi un posto fisso per 44 dipendenti.

Nove di queste riguardano la stabilizzazione già avviata di personale per le esigenze del Sistema di Protezione Civile, di un ingegnere idraulico e di un metereologo. Le restanti 35 saranno riservate a 14 istruttori tecnici, 10 amministrativi, 7 contabili, 3 socio-sanitari ed un informatico, tutti di categoria C e part-time. La spesa prevista in tre anni è di 506mila euro, di cui 256mila euro da spendere nel 2018 per 16 stabilizzazioni ed il resto nel biennio 2019-2020 per le altre 19 unità.

Contemporaneamente alla stabilizzazione del proprio personale, la Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla sanità, si è anche occupata del personale precario del Servizio sanitari. In Umbria si tratta di circa 350 operatori fra personale medico, tecnico-professionale, infermieristico e dirigenziale del Sistema sanitario regionale. Fin dai prossimi giorni ci sarà un confronto con le organizzazioni sindacali affinché tutte le Aziende sanitarie regionali possano procedere in maniera omogenea e trasparente, secondo i termini previsti dall’accordo approvato nella Conferenza Stato-Regioni. Ed i risultati di questo confronto saranno messi a disposizione dei direttori generali delle Aziende sanitarie ed ospedaliere per l’attuazione. Il terzo atto approvato dalla Giunta regionale, sempre su proposta dell’assessore al personale, riguarda infine la possibilità di applicazione delle stesse norme anche negli enti regionali. 

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