Occupazione, la Regione lancia il Reddito per il lavoro: chi ne ha diritto

La misura annunciata dal presidente Fabio Paparelli a Villa Umbra. Come funziona

Redditto per il lavoro a sostegno dei ragazzi che, finita la formazione, sono in cerca di lavoro. E' lo strumento che vuole mettere in campo la Regione a sostegno delle fasce di popolazione più in difficoltà. Il contributo, ha spiegato il presidente Fabio Paparelli a Villa Umbra in occasione dell'incontro “Il contrasto alle povertà in Umbria: stato dell’arte e programmazione futura”, promosso da Palazzo Donini, sarà finanziabile con “le risorse della cassa integrazione in deroga non spese e che lo Stato ci deve restituire”.

Gli aventi diritto sono da ricercare tra quelli con un Isee tra 6 e 12mila euro anno. “Un reddito di inclusione accompagnato da un’esperienza lavorativa – precisa ancora il presidente - formativa sul campo e da un incentivo alle aziende ad assumere”.

La nuova misura regionale di contrasto all’esclusione sociale, complementare al reddito di cittadinanza, è stata annunciata durante l'iniziativa incentrata sulle azioni previste dal Piano regionale per il contrasto alla povertà e le prospettive nella nuova programmazione europea 2021 – 2027.

“Un passaggio importante per tracciare un puntuale bilancio di ciò che è stato fatto finora e per disegnare i prossimi interventi tenendo in considerazione i futuri indirizzi europei” ha dichiarato Alberto Naticchioni, amministratore Unico della Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica, in apertura dei lavori.

“Il Piano regionale per la lotta alla povertà, adottato da Palazzo Donini lo scorso anno in attuazione della legge specifica contro la povertà introdotta nel 2017 per la prima volta in Italia – ha sottolineato il presidente Paparelli – nasce dal sistema regionale di contrasto alla povertà strutturato, con una governance originale ormai stabile che coinvolge istituzioni, associazioni del volontariato, terzo settore”.

“Le azioni previste – ha ricordato il presidente Paparelli - con quanto già attivato dalla Regione Umbria per promuovere interventi di inclusione sociale e lotta alla povertà, per sostenere l’inclusione attiva, l’occupazione e le pari opportunità tra i cittadini, che ha visto lo stanziamento nel settennato 2014-2020 di oltre 55 milioni di euro di fondi comunitari FSE e regionali. Per il prossimo settennato 2021-2027, l’Europa mette finalmente al primo posto la persona e il pilastro sociale”.

 “E’ necessario – ha esortato Paparelli – affrontare la fase 2, traghettando verso le opportunità europee le esperienze positive maturate e in atto ed un modello di governance efficace, che vede insieme Regione, Enti locali, istituzioni religiose e terzo settore, come recita la campagna di comunicazione in atto”.

Lo stato di attuazione del Piano e le prospettive future sono state approfondite da Serenella Tasselli, responsabile Sezione Inclusione sociale, contrasto alle povertà e anziani della Regione Umbria, da Luigi Rossetti, direttore regionale Welfare e Salute, da Andrea Bernardoni, esperto in cooperazione, da Pier Luigi Grasselli, direttore dell’Osservatorio sulle povertà, Caritas Diocesana di Perugia. I lavori sono stati chiusi dal presidente della Regione Umbria, Fabio Paparelli.

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