Accordo Umbria-Piemonte contro la plastic tax del Governo: "Dalla parte delle imprese: a rischio 1600 posti"

Incontro con gli imprenditori umbri. Dall’incontro sono emerse grandi preoccupazioni circa le gravi conseguenze che arrecherà l’introduzione della “plastic tax” allo sviluppo economico del territorio

Sale la preoccupazione anche in Umbria per l'ennesimo balzello del governo Conte che dovrebbe entrare in vigore tra pochi mesi: la Plastic Tax. Solo nella nostra regione il settore dà lavoro a ben 1600 dipendenti. Gli effetti della tassa sono stati discussi in un incontro tra Regione e Confindustria a cui sono state invitate le aziende maggiormente interessate al tema che vantano, solo loro, complessivamente 415 milioni di euro di fatturato.

L’Assessore Fioroni ha espresso solidarietà alle imprese: "Comprendo perfettamente le difficoltà emerse e le gravi conseguenze che arrecherà l’introduzione della ‘plastic tax’ allo sviluppo economico del territorio, sia in termini di produttività che occupazionali”. La Regione Umbria ha ribadito che lotterà, in tutte le sedi, accanto alle imprese contro questa tassa definita iniqua: “la tutela dell’ambiente e lo sviluppo di un economia circolare e sostenibile non possono essere realizzati tramite divieti e sanzioni”.

La Giunta regionale Tesei sta collaborando contro la plastic tax con la Regione Piemonte al fine di presentare alla Conferenza Stato-Regioni un documento comune, per ridurre quanto più possibile i gravi effetti che seguiranno l’introduzione della “plastic tax”. “Le amministrazioni statali, regionali e locali, - ha detto l’Assessore Michele Fioroni - favorendo l’innovazione e la ricerca, devono supportare le nostre imprese e lavorare insieme al mondo dell’industria per implementare una concreta strategia di sostenibilità, e non penalizzarle con quella che a tutti gli effetti è una tassa sulla produzione iniqua ed ingiustificata da reali benefici in termini di tutela ambientale”.

“Esprimo massimo apprezzamento per quanto sta facendo la Regione Umbria - ha osservato l'assessore regionale al Lavoro del Piemonte, Elena Chiorino, intervenuta telefonicamente nel corso della riunione -. Insieme all'Umbria, cercheremo di sensibilizzare tutte le altre Regioni italiane in modo da poter portare avanti una forte e incisiva iniziativa comune tesa a proteggere il valore aggiunto delle imprese, che dobbiamo difendere e non certo ostacolare con balzelli che mettono a rischio migliaia di posti di lavoro in tutta Italia”. Alla riunione ha preso parte, tra gli altri, anche il Consigliere regionale della Lega, Daniele Carissimi.

Gli imprenditori non hanno nascosto che la nuova tassa avrà dei riflessi negativi sulla produzione e quindi anche sull'occupazione: "Si potevano adottare innumerevoli soluzioni innovative al fine di incentivare uno sviluppo economico sostenibile, invece si è deciso invece di introdurre l’ennesima imposta". La Plastic Tax si va ad aggiungere al contributo ambientale CONAI, che le imprese già pagano per la gestione degli imballaggi in plastica, recentemente aumentato. "La nuova tassa dunque – hanno ribadito gli imprenditori - mina la sostenibilità produttiva e drena importanti risorse per investimenti in innovazioni. La nuova tassa è stata introdotta per asseriti fini di tutela dell’ambiente, ma non è stata prevista alcuna misura concreta rivolta a tal fine. Al momento, peraltro, la plastica rappresenta ancora la migliore soluzione ambientale, economica e sociale. Il materiale plastico è flessibile, durevole, leggero, economico, non marcisce, non viene attaccato dai batteri e se finisce in mare è perché qualcuno ce lo butta, non perché ci arriva da solo. Il vero problema non è la plastica ma la gestione del rifiuto plastico". 

LA TASSA - L’imposta, introdotta con la L. 27 dicembre 2019 n. 160, art. 1 commi da 634 a 658, esigibile a partire da luglio 2020, è di euro 0,45 per 1 kg di plastica prodotta o immessa in consumo. Un’imposta riferita a tutti gli oggetti in plastica monouso utilizzati per il contenere, proteggere e consegnare merci o prodotti alimentari (con la sola esclusione dei dispositivi medici, dei prodotti compostabili e di quelli adibiti a contenere medicinali).

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