Umbria tra crisi e zero soluzioni per rinascere: ecco quanti soldi (e futuro) sono stati tolti dal portafogli degli umbri

Per l'agenzia Mediacom di Giuseppe Castellini, studiando tabelle e ricerche economiche, il Pil umbro - ovvero il nostro portafogli - dal 2000 ad oggi è crollato

Quando si parla della crisi in Umbria spesso ci si limita a percentuali, sigle, tecnicismi. Ma dietro questo ci sono lavoratori, pensionati, giovani,, la loro qualità di vita e la loro disponibilità nell'investire sul presente e futuro. Quindi, detto questo, quanti soldi abbiamo perso, dai neonati agli ultra centenari umbri, con la crisi internazionale, nazionale e con l'incapacità regionale di progettare la rinascita? Per l'agenzia Mediacom di Giuseppe Castellini, studiando tabelle e ricerche economiche, il Pil umbro - ovvero il nostro portafogli - dal 2000 ad oggi è crollato: sono spariti qualcosa come 3miliardi 265milioni di euro. Il che vorrebbe dire che ognuno di noi ha perso qualcosa come 4mila euro, per la precisione 3.800 euro. Tre stipendi medi, netti. Ma il dato sale intorno ai 15mila euro se prendiamo solo i maggiorenni. 

I DATI - Il Pil per abitante del 2017, infatti, in termini reali (ossia al netto dell’inflazione) è ancora inferiore del 7,9% rispetto a quello del 2007. Il che, in soldoni, significa che, a livello di Pil complessivo, l’Italia è ancora indietro di oltre 132 miliardi di euro. Tra le circoscrizioni territoriali, nel 2017 il Nord ha un Pil pro capite medio inferiore in termini reali del 5,8% rispetto a quello del 2007, il Centro-Nord segna invece -7,7%, il Centro -12,2%, il Mezzogiorno d’Italia il -10,7% (con il Sud continentale che fa -9,7% e le Isole - 12,8%). Tra le regioni italiane, sempre in termini di Pil per abitante soltanto la Basilicata ha non solo recuperato, ma superato del 3% il livello del 2007. Secondo miglior risultato quello del Trentino Alto Adige (-1,9%),  al terzo posto la Lombardia (-3,8%). In coda, l’andamento peggiore lo mostrano il Molise (Pil pro capite reale -18% tra 2007 e 2017), l’Umbria (-17,7%) e il Lazio (-14,6%)

TERNI E PERUGIA CHE FLOP! - Il Ternano è calato più che cel Perugino. Tra il 2007 – ultimo anno prima della Grande recessione – e il 2016, il calo in termini reali sia stato molto pesante per entrambe le realtà, ma più marcato in provincia di Terni (-20,4%) che in quella di Perugia (-17,5%). In altri termini, il Ternano ha perso in dieci anni oltre un quinto della propria ricchezza annua prodotta. Di conseguenza, il Pil pro-capite della provincia di Terni, che nel 2007 era il 92,6% di quello della provincia di Perugia, nel 2016 scende all’89,3%.

SULLO SCACCHIERE EUROPEO - Il diretto, Giuseppe Cocco, dell'Agenzia Umbria Ricerche ha analizzato la posizione umbra a livello delle regioni d'Europa. Sempre prendendo come parametro il Pil: "Nell'indice di competitività regionale, stilato dalla Commissione europea, giusto per aggiungere un dato, l’Umbria si trova al 184° posto sulle 268 regioni dell’UE. Nella sostanza il nostro sistema socio-economico negli ultimi 15 anni è divenuto meno performante, iniziando a ruotare su se stesso e questo ha avuto come risultato che hanno preso a scricchiolare anche molte delle fondamenta che si credevano solide".

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