Caos Perugia-Ancona, cantieri bloccati e ditte alla fame. La Quadrilatero si autoassolve: "Crisi imprevedibile"

Tra poco saranno 10 gli anni di ritardo. Tre le società appaltatrici in concordato e i vertici della Quadrilatero respingono qualsiasi accusa. Tutto scaricato sul lato politico: ovvero su Governo Conte il Ministro Toninelli

La società Quadrilatero si autoassolve dall'ennesima brusca frenata dei cantieri della Perugia-Ancona e dall'ennesimo grido di dolore delle aziende umbre e marchigiane sub-appaltatrici che devono riscuotere 30milioni di euro per i lavori fatti ma non hanno certezza per via del concordato richiesto da Astaldi che se accettato potrebbe portare solo briciole. Si assolve persino sui ritardi, ormai decennale, visto che il fine lavori era previsto per il periodo 2008-2009. E per far riaprire i cantieri (e sostegno economico) ai fornitori e alle ditte sub-appaltatrici rimanda tutto ai massimi livelli: ovvero al Ministero e al Governo. Autocritiche dopo il terzo stop e terzo fallimento, dopo i ritardi e le accuse sui controlli? Non pervenute dalla Quadrilatero. Evidentemente sono convinti di un percorso amministrativo perfetto anche sulla Perugia-Ancona.

 "Sulla direttrice Perugia-Ancona - scrivono i vertici di Quadrilatero - si è raggiunto l’85% delle prestazioni contrattuali. Tutti i progetti della Pedemontana delle Marche sono stati approvati dal Cipe e i lavori sono stati avviati. In merito a queste due ultime opere, si ricorda che Quadrilatero ha subìto ben tre default di imprese alle quali erano stati affidati i lavori. Da ultimo, il Commissario straordinario nominato nel 2013 dal Ministero per lo Sviluppo Economico, ha individuato un primario player del settore come l’Astaldi, la cui crisi è stata imprevista e imprevedibile. Ricalca purtroppo situazioni simili che si osservano in altre aree del Paese, delineando una crisi sistemica che travalica i limiti e gli interessi di un singolo territorio e pertanto deve essere gestita ai massimi livelli". 
 
Insomma tutto resta fermo, mille persone rischiano il lavoro, di come ripartire e in che tempi nessuno ne parla... tutto è nelle mani del Governo. Intanto dal Movimento 5 Stelle arriva sia l'impegno per aprire un tavolo con il Ministro "amico" Toninelli che un no deciso alla liquidazione della Quadrilatero come si chiede da più parti, in primi dal senatore di Fratelli d'Italia Franco Zaffini. "Non credo che la soluzione della liquidazione di Quadrilatero . scrive l'autorevole esponente del Movimento 5 Stelle, Filippo Gallinella, attuale presidente della commissione agricoltura - risolva quest'ultima questione, anche perchè di fatto la società appaltante ha subito il blocco dei cantieri. Come andare avanti? La Quadrilatero ha il compito e il dovere di far completare l'opera; il #MIT e le Regioni possono interloquire con i Commissari per affrontare il tema dei crediti delle aziende che hanno lavorato e non sono state pagate".

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