"L'aiuto a casa loro", la Ong perugina Tamat in Mali per informare sui rischi della cladestinità e per creare lavoro

L'equipe punta sull'informazione per evitare nuove tragedie, allo stesso tempo anche impegno diretto per delle opportunità possibili per decidere di restare in Mali

Grazie ai fondi per la cooperazione internazionale - sempre di meno purtroppo a livello regionale e nazionale - la perugina ong Tamat continua a dare un senso vero alla frase tanto in voga "aiutiamoli nel loro paese" per permettergli una vita normale e un lavoro normale. Dal 25 luglio al 2 agosto 2019, una équipe della ong Tamat ha svolto una missione in Mali nel Cèrcle de Kati , regione di Koulikoro, nell’ambito del progetto europeo AwArtMali, finanziato dal Fondo Asilo Migrazione e Integrazione (AMIF) della Commissione Europea il cui obiettivo principale è quello di sensibilizzare le popolazioni del Mali sui rischi dell’immigrazione irregolare. Il rischio di perdere la vita affidandosi ad organizzazioni senza scrupoli durante il tragitto per arrivare in Libia per poi imbarcarsi su navi inadeguate alla traversata in mare. Tamat ha voluto divulgare ai cittadini del Mali anche tutte le opportunità socioeconomiche disponibili nel paese africano. In Mali l'ong perugina ha avviato diversi allevamenti di animali per dare un lavoro e alimentare una economia locale. 

Durante la missione l'equipe di Tamat composta da Simone Foresi (capo-progetto) e Nadia Zangarelli (esperta di cooperazione internazionale) hanno incontrato gli animatori della ong maliana Le Tonus e insieme lavoreranno per la mappatura degli stakeholder locali e per l'identificazione delle possibili opportunità di auto-sviluppo a beneficio di persone a possibile rischio migrazione. Il progetto AwartMali infatti, vuole trasmettere alla popolazione maliana attraverso una campagna di comunicazione mirata non solo informazioni sui rischi della migrazione irregolare, ma un panorama delle opportunità possibili per decidere di restare in Mali.

Obiettivo ulteriore della missione è stato quello di preparare le attività di futuri workshop da tenere nelle comunità locali con stakeholders in grado di costruire un network sempre più solido di soggetti in grado di affrontare la problematica della migrazione a partire dalle sue radici che sono nella mancanza di opportunità valide e solide per i giovani oggi intenzionati a intraprendere il viaggio verso un futuro migliore. 

Entro il mese di agosto verrà messa a punto e avviata la campagna di comunicazione del progetto che sarà multicanale: i contenuti viaggeranno attraverso spot radio, affissioni, divulgazione di materiale informativo. Nel mese di luglio inoltre, dal 14 al 21, il progetto in Italia ha goduto di un'importante vetrina all'interno della mostra “Oltre i Confini - photography and audiovisual exhibition” dell'artista perugino Riccardo Truffarelli, mostra tenutasi durante uno dei più importanti festival di musica jazz in Italia e in Europa: Umbria Jazz. Per l'occasione Tamat ha presentato un'esposizione fotografica con alcuni scatti di Paolo Saglia, fotografo dell’agenzia di comunicazione partner di progetto Giusti Eventi, sulle attività che il progetto sta sviluppando in Mali. Un modo per raccontare attraverso volti, luoghi, momenti di vita quotidiana, il mondo di quei giovani che vogliono partire.

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