Merloni, al via il nuovo piano industriale: la rabbia degli esclusi

Sono stati riassunti 350 ex lavoratori della Merloni, ora passata nelle mani di altri imprenditori marchigiani. Fuori tutti quelli del Comitato non filo-sindacato e molti senza tessera

Le 350 assunzioni per l'Umbria, stabilimento di Gaifana, per il nuovo recupero della Merloni - elettrodomestici - non hanno certo placato i dubbi e la rabbia di tanti lavoratori che sono rimasti fuori dal nuovo piano industriale dopo quasi 4 anni di cassa integrazione. La rabbia - soffocata dai sindacati Cgil, Cisl e Uil - sta tutta sui metodi di selezione del personale da rimettere a catena e negli uffici. Fuori tutti gli aderenti dell'eretico Comitato per la Merloni -  non iscritti al sindacato - e molti cani sciolti proprio non allineati al sindacato. Molti dei quali padri di famiglia con moglie e figli a carico.

I maligni invece sottolineano come invece in un nucleo famigliare sono state assunte ben due persone. La rabbia si manifesta sul web tanto che ora la nuova parola d'ordine della Cgil, Cisl e Uil - i cui rappresentanti territoriali sono stati in gran parte ri-assunti - è quella di proseguire con le azioni promesse da Ministero per lo Sviluppo finalizzate a trovare nuova occupazione per gli ex Merloni. Di progetti e proposte ad oggi però non c'è traccia.

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