Vertenza Merloni, i lavoratori: "Piano industriale senza garanzie"

Il Comitato dei Lavoratori di Nocera Umbra: "Capacità rioccupazionale di J.P Industries inferiore alle aspettative". Promossa per il 28 dicembre un'assemblea autoconvocata

Come aveva più volte denunciato nelle varie assemblee di fabbrica e sulla stampa il Comitato dei Lavoratori Merloni dello stabilimento di Colle di Nocera Umbra, la capacità rioccupazionale messa realmente in campo dalla società finanziaria J.P Industries, che ha rilevato i tre stabilimenti ex Merloni Umbri e Marchigiani, è risultata drammaticamente inferiore alle legittime aspettative delle migliaia di dipendenti da anni in cassa integrazione. Per altro, lo stesso piano industriale presentato dalla J.P Industries,  non da le necessarie garanzie in quanto non specifica ne il tipo di prodotto che andrà a produrre, “definendoli genericamente prodotti di nicchia”, e senza alcun vincolo per quanto riguarda il mantenimento del sito produttivo di Nocera Umbra. E’ quanto afferma un comunicato che porta la firma del portavoce del Comitato dei Lavoratori, Gianluca Tofi.

Ciò che si chiedono dal comitato stesso è come sindacati ed istituzioni hanno potuto accettare tali condizioni senza determinate garanzie e senza alcun miglioramento per i livelli occupazionali? Questa - si legge nella nota - è stata l’inevitabile conseguenza di una gestione della trattativa assolutamente superficiale e poco responsabile nei confronti dei lavoratori.

Per Tofi, peggiore è stata la procedura seguita per la selezione di quei pochi ai quali è stata data la possibilità di tornare al lavoro, gestita senza alcun criterio professionale e sociale, senza alcuna consultazione e partecipazione dei lavoratori, ma solamente sul principio della ripartizione tra sindacati, inscenando poi la farsa dei test, solo per sottrarsi dalle proprie responsabilità, nei confronti dei propri iscritti che sono rimasti fuori dai 700, col rischio di incitare a una “guerra tra i poveri”. Per questo, sottolinea il portavoce del comitato, i veri responsabili sono i sindacati, nessun escluso. Queste scelte le hanno fatte Cisl, Cgil, Uil e Ugl.

Arrivati a questo punto, prosegue il comunicato, tutti coloro che sono stati esclusi dalla selezione del "nuovo" padrone della ex Merloni aspettano delle risposte concrete, considerato che esiste un Accordo di Programma, firmato da tutte le Autorità nazionali e regionali, che avrebbe dovuto creare occasioni alternative di investimenti industriali in grado di offrire nuove possibilità di occupazione. Tanti in questi anni, ricordano dal comitato, a partire dalla Cgil e vari politici, hanno fatto di questo il proprio cavallo di battaglia, definendola l’unica possibilità per dare risposte concrete ai migliaia di lavoratori/ci. Ora gli stessi delegati sindacali, che hanno sempre sostenuto e tentato, "non riuscendoci", di convincere tutti i lavoratori che quella era la soluzione migliore, sono tutti tra i 700 che verranno riassunti dalla J.P Industries.

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Per questo il Comitato dei Lavoratori dello stabilimento di Colle di Nocera Umbra si fa promotore di un’assemblea autoconvocata dai lavoratori e lavoratrici della Merloni, per il giorno 28 dicembre 2011, alle ore 17.00 presso il circolo Acli di Colle di Nocera Umbra, invitando la Presidente della regione Umbria Catiuscia Marini, l’assessore allo sviluppo economico regionale Vincenzo Riommi, tutti i sindaci del territorio coinvolti dalla vertenza Merloni, per pretendere risposte concrete e urgenti. L’invito è stato mandato anche a Mons. Domenico Sorrentino, Vescovo di Assisi, Nocera-Umbra e Gualdo-Tadino.
 

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