Tradizione e innovazione, l'azienda che porta avanti l'antica produzione del cannucciato del Trasimeno

Un cannucciato lungo cinque generazioni, da Mantova al Trasimeno

Un cannucciato lungo cinque generazioni, da Mantova al Trasimeno. C’era una volta la cannina del Lago… ma oggi non c’è più. C’era fino a cinquant’anni fa e la sua raccolta rendeva. Poi sempre meno, fino a scomparire, almeno come attività organica e sistematica.

Per fortuna, i segreti di quelle antiche generazioni non sono andati perduti, ma sopravvivono, mutatis mutandis, nella produzione della Lacep, azienda leader del settore, con domicilio sulle sponde del Lago di Perugia. L’azienda ha sede, appunto, fra Torricella e San Feliciano.

Con la canna palustre si facevano “arelle” e ombreggianti per ristoranti o rimesse d’auto all’aperto. La si utilizzava, in qualche modo, anche per la pesca. Poi la scomparsa. Ma la tenacia della famiglia Rosa riesce a trovare la materia prima anche all’estero, come in alcuni paesi dell’Est Europa.

Per farne che? Tetti ecologici, pareti antisismiche, sistemi di isolamento che “respirano”. Anche in certi palazzi perugini si trova ancora la “camorcanna”, ossia un solaio intonacato e affrescato, come a Palazzo Stocchi, in piazza Morlacchi, nell’attuale sede del DUT (Dipartimento uomo e territorio), l’Istituto di Antropologia culturale. Tanto che Marco Pareti ha incluso l’antico mestiere nella mostra in atto al Museo della Pesca di San Feliciano. Dove abbiamo intercettato Ezio Rosa davanti alla foto al collodio che lo effigia.

Gli usi attuali eccedono quelli dell’antico. Dichiara Ezio Rosa: “Lo sfalcio della canna avviene annualmente e ciò consente una ricrescita più rigogliosa. Non poterlo effettuare significa l'atrofizzazione della palude”. Aggiunge: “Con il passare del tempo, siamo riusciti ad ottenere vari prodotti finiti, iniziando nei primi anni del secolo scorso con la lavorazione delle stuoie, rigorosamente fatte a mano, per gli allevamenti dei bachi da seta. I miei antenati sono poi passati alle stuoie per le fornaci per l'essiccazione dei mattoni, fino ad arrivare, oggi, alla produzione di stuoie per ombreggiatura, pannelli isolanti, ombrelloni da spiaggia e tetti in canna, tutte vere e proprie opere di artigianato”.

Oggi, insomma, Lacep produce chioschi, ombrelloni, pannelli, stuoie, tetti… e tanto altro. Lunga vita a una ditta che ha saputo rinnovarsi, contemperando modernità e tradizione. Il testimone è oggi nelle mani di Giulio Rosa e Chiara Agabitini che si adoperano per rendere onore alla tradizione di famiglia.

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