Guerra dell'acqua a Gualdo, scende in campo Minelli: "Se Rocchetta lasciasse. da gualdese sono pronto a fare la mia parte sul settore acqua"

L'imprenditore gualdese entra ufficialmente nell'affaire Rocchetta cancellando l'incubo "dopo di noi il diluvio". Pronto ad investire nel settore se la Rocchetta decidesse di cambiare area

Gualdo Tadino, anche dopo la crisi economica che ha fatto danni come una guerra, anche dopo essere sprofondata sotto i 15 abitanti, resta conosciuta al mondo come il paese dell'acqua di Miss Italia, ovvero la Rocchetta, un tempo anche sponsor della Nazionale di calcio. Un colosso nel settore dell'acqua minerale. Ma ora la città rischia di perdere anche questa fonte economica per via di una guerra per le licenze relative all'acqua da imbottigliare. Rocchetta. Regione e Comune dalla stessa parte dopo il rinnovo anticipato della convenzione, dall'altra la Comunanza Agraria, titolare di quei prati di montagna, dove si trovano le sorgenti. Questi ultimi vogliono essere interpellati e gestire la partita economica delle licenze. Da qui infiniti ricorsi alla magistratura per chi ha ragione, per chi ha agito o non agito secondo le normative. La Rocchetta in attesa del verdetto finale ha congelato un investimento di molti milioni di euro per una nuova linea di imbottigliamento, nuovi impianti e posti di lavoro. Siamo comunque arrivati alla fase finale della guerra dell'acqua: il consiglio di stato a breve decreterà vincitori e vinti. Per la prima volta i vertici della Rocchetta hanno ammesso che se andrà male la sentenza... ci potrebbe essere una delocalizzazione, visto che non mancano i territori pronti a dare acqua in quantità. Le dichiarazioni hanno diviso ancora di più la città: c'è chi urla al ricatto, chi invece parla di scenari apocalitici senza Rocchetta e quindi chiede alla Comunanza di trovare un accordo extragiudiziario.

In questa situazione arriva la presa di posizione dell'industriale gualdese più conosciuto nel mondo: ovvero Matteo Minelli, Ecosuntek e Birra Flea. Il suo intervento ha il merito di riportare al centro Gualdo Tadino e la sua ricchezza l'acqua, lasciando in secondo piano tutto il resto. Minelli ha premesso che "Gualdo Tadino è sicuramente un luogo “complicato” dove fare impresa, ma dall’altra parte, come tutti i borghi italiani, è un luogo speciale, ricco di tradizioni, cultura e soprattutto di persone per bene che vogliono rimboccarsi le maniche, abituate storicamente al sacrificio". E da imprenditore non può che fare il tifo per chi vuole fare impresa investendo sul territorio: "Leggo, con un po’ di rammarico, che la vicenda delle acque minerali legata alla Rocchetta sembra non trovare una definizione. Voglio innanzitutto premettere che il mio augurio è quello che la vicenda si possa definire in tempi brevi e che l’investimento possa trovare il suo compimento. Tuttavia, qualora questo non accada, Rocchetta ha palesato la possibilità di andare via da Gualdo Tadino e di investire altrove". 

E qui entra in gioco il gualdese, Matteo pronto a difendere la sua terra: "Avendo molto a cuore la nostra Città, conoscendone le difficoltà economiche e sociali, voglio annunciare pubblicamente che qualora la Rocchetta prenda questa decisone (legittima), il sottoscritto è disponibile a mettersi in gioco valutando un progetto di sviluppo che permetta ancora a Gualdo Tadino di portare la propria acqua in tutto il mondo e soprattutto che possa dare occupazioni e ricadute positive per il nostro territorio. Tutto questo, ovviamente, lo farei con il massimo rispetto di tutti i soggetti in gioco, salvaguardando gli aspetti legati alle ricadute sul territorio che devono ovviamente essere conciliati con quelli dei giusti profitti di un impresa. Resterò quindi alla finestra per vedere cosa succederà!”. Tradotto: MInelli c'è in caso di smobilitazione di Rocchetta. E farà suo, se possibile, il bussines dell'acqua. Un paracadute importante per la città di Gualdo. 
 

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