Gualdo Tadino, braccio di ferro sulla cava colle dei Mori: la Cogeva chiede sequestro preventivo

Riceviamo e pubblichamo la nota stampa della ditta Cogeva che gestisce una cava a Gualdo Tadino. Pubblichiamo integralmente e chiunque volesse dire la sua basterà inviare una nota a Perugiatoday.it. Buona lettura.

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La ditta CO.GE.CAV. srl , che si occupava nello specifico del definitivo ritombamento del “CRATERE”   sito in località colle dei Mori “Pian delle Quaglie”,  ha depositato innanzi al Tribunale di Perugia un ricorso per ottenere il sequestro conservativo degli uffici e dei locali commerciali di proprietà Centro Il Granaio srl adiacenti al Supermercato COOP . 

"L’azione legale - scrive la ditta attraverso il proprio ufficio relazioni esterne - è finalizzata ad ottenere il giusto risarcimento per i danni conseguenti al conferimento presso la cava del materiale risultato inquinato e proveniente dal cantiere Centro il Granaio srl. Nonostante i test di cessione forniti al momento del conferimento a CO.GE.CAV srl sia dal GRANAIO sia da Sima Fossato srl, dai quali risultavano assenti sostanze inquinanti, il materiale è risultato di fatto inquinato. Non da meno sia dai carotaggi effettuati dal Comune di Gualdo Tadino che dai rapporti ARPA Umbria è emerso che i rifiuti contenevano quantità significative di piombo, arsenico e idrocarburi e che tali rifiuti provenivano dal Cantiere IL GRANAIO. Tutto questo trova ulteriore conferma nella sentenza del TAR Umbria dove si afferma che il materiale trasportato in cava dalla Sima Fossato srl  proveniente  dal cantiere IL GRANAIO risulta contaminato e quindi in evidente contrasto con le analisi presentate alla società CO.GE.CAV. srl". 

"Alla luce di quanto è emerso - conclude la note dell'azienda - oltre ad affermare con assoluta certezza che la società CO.GE.CAV. srl ha operato nel massimo del rispetto delle norme ambientali, che la stessa ha subito un danno per esclusiva responsabilità di Centro Il GRANAIO e di Sima Fossato srl. Tutto questo porta però a chiederci avendo capito il tipo di inquinamento, e visto che tutti sapevano che su quell’ex area dismessa insisteva negli anni un Consorzio Agrario prima e la Ceramica Monina dopo , come mai è stata rilasciata una concessione edilizie senza particolari prescrizioni ? Siamo del tutto sicuri che dall’ex area è stato rimosso tutto il materiale inquinato? E soprattutto come mai quando il materiale giaceva nel centro di Gualdo non si parlava di inquinamento invece non appena è stato conferito in cava è iniziata la caccia alle streghe?".

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