C'è chi batte la crisi. Il Gruppo Sabatini conquista il mondo con scarpe e pantofole made in Umbria

L’azienda di Spoleto negli ultimi anni ha realizzato significativi investimenti per l’innovazione del prodotto, con una attenzione particolare anche al mondo del web e dei social che condizionano molto il mercato

Un mestiere antico e una storia di famiglia. Il mestiere è quello del calzolaio, la famiglia è quella dei Sabatini di Baiano di Spoleto. È qui che oggi, nei moderni stabilimenti, lavorano più di cento persone. Ed è qui che si producono scarpe, pantofole, zoccoli che hanno conquistato oltre al mercato italiano anche quelli di molte altre nazioni del mondo. Stabilimenti che la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, ha voluto visitare, accolta dai titolari del “Gruppo Sabatini”, Gaspare Sabatini, sua moglie, signora Luciana, ed il figlio Federico. Visita alla quale era presente – tra gli altri - anche il sindaco di Spoleto, Fabrizio Cardarelli, ed il direttore regionale dell’area sviluppo economico, Luigi Rossetti.

Al “Gruppo Sabatini” oggi fanno riferimento tre grandi marchi: Sabatini Calzature, Hergos e Faffole. Ad illustrare alla presidente Marini “come nasce una scarpa” Federico Sabatini, che ha voluto sottolineare come la missione del Gruppo sia quella di garantire “qualità, massimo comfort, stile ricercato capace di interpretare le più attuali tendenze in modo assolutamente originale. Una "missione" – ha detto - per un unico obiettivo: coniugare il massimo del design a soluzioni tecniche di avanguardia che abbiano come fine la salute e il benessere del piede”. Una qualità che ha consentito al “Gruppo Sabatini” di acquisire una posizione dominante anche in Francia, dove è convenzionato con il Servizio sanitario nazionale.

L’azienda di Spoleto negli ultimi anni ha realizzato significativi investimenti per l’innovazione del prodotto, con una attenzione particolare anche al mondo del web e dei sociali che condizionano molto il mercato: “in passato – ha spiegato Federico Sabatini – erano le aziende che imponevano il prodotto al mercato. Oggi avviene il contrario e, dunque, noi dobbiamo saper interpretare i bisogni dei consumatori”.

Molta attenzione da parte dell’industria spoletina alle relazioni sindacali ed al rapporto con i dipendenti che Sabatini definisce “una grande famiglia”, e poi alla tutela dell’ambiente: “Una scelta etica e responsabile verso l’ambiente e verso i nostri figli. Il Sole, risorsa inesauribile, grazie al fotovoltaico è in grado di produrre un'energia pulita, che non inquina e che non crea danni ambientali. Ecco perché abbiamo voluto investire anche in questo settore, dotando la nostra fabbrica di sistemi “green” per la produzione dell’energia necessaria all’attività produttiva”.

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