Un giudice di Pace di Perugia condanna Poste Italiane: ecco i buoni fruttiferi che valgono un ricorso ricco...

Secondo Federconsumatori, la società è stata condannata al pagamento dell’intero importo risultante dai conteggi, come stampati sul retro di due buoni postali fruttiferi

Una sentenza del giudice di Pace di Perugia mette all'angolo il colosso Poste Italiane che dovrà risarciere due clienti che avevano acquistato nel 2000 due buon i fruttiferi. Secondo Federconsumatori, la società è stata condannata al pagamento dell’intero importo risultante dai conteggi, come stampati sul retro di due buoni postali fruttiferi serie A F.

I buoni portavano la dicitura “L’importo raddoppia dopo 9 anni e 6 mesi e triplica dopo 14 anni al lordo delle ritenute erariali…” Poste Italiane aveva rimborsato al risparmiatore, circa 1/3 dell’importo promesso e si è costituita in opposizione asserendo che i buoni in questione fossero soggetti al D.M. 30.6.2000, il quale ne aveva modificato i tassi. Il Giudice di Pace di Perugia ha riaffermato la prevalenza delle condizioni come sottoscritte dal risparmiatore.

"I buoni “A F” come detto, sono buoni postali fruttiferi, posteriori e diversi da quelli  delle serie “O”; “P”; “Q”, emessi negli anni ‘80  - hanno spiegato dall'associazione - per i quali la normativa del 1986, aveva previsto la decurtazione degli interessi promessi retroattivamente, nella vigenza dell’art 173 del Regolamento delle Poste. Per tali ultimi buoni, i procedimenti intentati sono ancora in corso e non è facile pronosticare un esito". Federconsumatori possessori dei buoni  serie A - F, che sono scaduti o stanno scadendo, a verificare i pagamenti effettuati dagli Uffici Postali e  a rivolgersi agli sportelli Federconsumatori.

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