Dossier sul Fisco in Umbria: ecco le 5 tasse che molti umbri pagano senza saperlo

Si tratta di tributi dai nomi criptici che vengono prelevati a favore di Regioni e Provincie ma pagate inglobate all’interno delle bollette della Tari, sulle assicurazioni dei veicoli a motore o sul consumo del gas metano

Pubblichiamo il dossier integrale della Uil sulle 5 tasse occulte - o forse sarebbe meglio dire meno conosciute - a carico degli umbri. Altri soldi in tassa che vanno da incidente in maniera importante sulle famiglie e sui lavoratori. Ecco quello che c'èda spere. 
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La UIL aveva già segnalato come i cittadini siano costretti a pagare cinque tasse molto spesso non sapendo neanche di cosa si tratta. Il CAF UIL dell’Umbria, per volere del presidente Luciano Marini,  ora ha prodotto una elaborazione specifica di quello che accade proprio in Umbria. Si tratta di tributi dai nomi criptici, acronimi sconosciuti alla maggior parte delle persone, e che vengono prelevate a favore di Regioni e Provincie ma pagate inglobate all’interno delle bollette della Tari, sulle assicurazioni dei veicoli a motore o sul consumo del gas metano. Arisgam, Irba, IPT, Imposta sulle assicurazioni RCA, Tefa, cui si aggiungono altri balzelli secondari colpiscono i consumi dei cittadini e messi insieme raggiungono però cifre importanti, che si affiancano- sovrapponendosi - ad altre imposte definite a livello nazionale come le accise.

L’Arisgam è una addizionale sul consumo del gas metano e, a differenza di altre regioni, l’Umbria non ha ritenuto di abolirla.  Nella nostra Regione porta ad un di 2,2 milioni. L’altra imposta regionale è l’Irba, cioè l’imposta regionale sulla benzina per autotrazione, che colpisce anche i consumi privati. Vale 2,58 centesimi per ogni cento litri di carburante, quindi significa che in un pieno si lascia in media 1,5 euro, oltre a tutto il resto. La fortuna è che questo tributo è stato applicato solo in sette regioni, fra le quali è assente l’Umbria.

Per quanto riguarda i tributi che vanno a favore delle Provincie umbre il prelievo risulta complessivamente superiore a quello medio italiano. In termini quantitativi spicca l’Imposta sulle assicurazioni RCA sui veicoli a motore, che vale in Umbria 33,5 milioni di euro, questa imposta può essere applicata nella misura base del 12,50%, ma rispetto alla quale è possibile fissare incrementi o diminuzioni dell’aliquota base fino al 3,5%. In Umbria si è optato per una maggiorazione fino al massimo consentito, con l’aliquota finale del 16%.
 
A seguire in termini di introito prodotto c’è poi l’Imposta Provinciale sulle trascrizioni (IPT) che garantisce alle casse provinciali dell’Umbria circa 28 milioni di euro, dei quali ben 22 milioni sono appannaggio della provincia di Perugia e 6 di quella di Terni. Questa imposta viene versata dai contribuenti quando effettuano le trascrizioni al PRA o trasferiscono la proprietà di un veicolo a motore, in questi casi a pesare è la potenza del veicolo, dovendosi pagare una quota fissa di 150,81 euro fino a 53 KW, facendo aumentare poi la tassa di 3,51 euro per ogni KW aggiuntivo. Anche in questo caso le flessibilità legate al federalismo fiscale consentono manovre in aumento fino al massimo del 30% della tariffa base, scontato dire che entrambe le provincie umbre hanno optano per la maggiorazione massima consentita dalla legge.

A chiudere l’elenco c’è poi la Tariffa Provinciale Ambientale Tefa, inglobata all’interno delle bollette Tari. Questo tributo viene commisurato direttamente alla superficie degli immobili sui quali viene calcolata con possibilità di differenziare il prelievo da un minimo dell’1% al massimo del 5%. In palio ci sono per l’erario umbro 8,8 milioni di euro all’anno assegnati per 6,5 milioni alla provincia di Perugia e la restante parte a quella di Terni. A tal proposito è interessante notare che il prelievo pro capite sui cittadini umbri, in termini di Imposta RCA e Tefa, pur essendo mediamente superiore a quello nazionale, non conosce differenziazione fra le due provincie, differenza che invece emerge per l’IPT che ammonta a 33 euro a Perugia contro i 27 euro di Terni, in questo caso i perugini versano 6 euro in più della media nazionale che si colloca a 29 euro, ed i ternari ne risparmiano invece 2.

In definitiva, considerando le tasse regionali e provinciali in maniera aggregata, dall’elaborazione emerge che a fronte di imposte “occulte” gli italiani pagano 81 euro pro capite all’anno, considerati adulti e bambini, gli umbri ne devono versare 82, ma che a Perugia l’incidenza è più elevata che a Terni in quanto si versano 82,50 euro contro i 79,50.

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