Massacrati dalla crisi: "In Umbria 150 vertenze, crollo del Pil e lavoro introvabile"

La Cgil lancia l'allarme per il Cuore Verde d'Italia: "Dati preoccupanti, l'Umbria è la regione peggiore d'Italia"

In Umbria balliamo sull’orlo del burrone, come nulla fosse. La crisi ha fatto a pezzi il Cuore Verde d’Italia e il terremoto del 2016 si fa ancora sentire. Secondo la Cgil Perugia “i dati macroeconomici ci dicono che in Umbria dal 2008 il Pil è diminuito del 14,4%, gli occupati del 3,2% e gli investimenti del 46%”. E “il fatto di avere livelli salariali dell’11% più bassi della media nazionale non ha costituito un antidoto”.

Le vertenze aperte in Umbria, spiega la Cgil, “sono circa 150. Alle vecchie crisi se ne sono aggiunte di nuove, insieme a realtà innovative che hanno vinto la sfida del cambiamento”. Perugina, Maran, Tagina, Colussi: esuberi e tagli al personale che minano l’economia di una intera regione.  Quindi, visto che siamo nel 2018 e ci lasciamo alle spalle “un anno orribile”, che fare?

“Il 2018 rappresenterà un anno decisivo – spiega il segretario generale della Cgil Perugia Filippo Ciavaglia - qui o si inverte il trend, intervenendo a livello di sistema e quindi non solo con soluzioni tampone, come gli ammortizzatori sociali, pure necessari, ma con un’azione massiccia di creazione di lavoro, quello buono, oppure il ritardo accumulato rischia di divenire incolmabile”.


L’appello è dunque rivolto non solo alle istituzioni locali, “che devono aprirsi di più alle proposte delle forze sociali e al confronto”, ma anche alle imprese e alle loro associazioni, “affinché cambino atteggiamento e abbondino la linea della competizione giocata tutta sui costi, a partire da quello del lavoro”. Da questo punto di vista un primo fatto concreto che vede impegnate a livello nazionale Cgil, Cisl e Uil insieme a Confindustria è la predisposizione di un bando, finanziato con i soldi di lavoratori e imprese (6,7 milioni di euro), per progetti di aiuto alle popolazioni colpite dal sisma del centro Italia, con il particolare obiettivo di “favorire il mantenimento e la crescita dell’occupazione nelle zone terremotate”. 


Ma il 2018 sarà anche l’anno delle elezioni politiche e del congresso della Cgil. “Per il primo appuntamento come sempre la nostra organizzazione sarà impegnata, nella sua autonomia, a fare Politica - ha detto ancora Ciavaglia - che significa avanzare proposte e rivendicare impegni da parte di chi si candiderà, anche dalla nostra provincia, a guidare il paese nei prossimi anni. Non a caso nel mese di gennaio a Milano si svolgerà la conferenza programmatica della Cgil, dalla quale usciranno le linee di azione che il nostro sindacato intende seguire per i prossimi anni. Poi a fine anno ci sarà il congresso che porterà al rinnovamento dei nostri gruppi dirigenti e delle nostre strutture. E in vista di questo fondamentale appuntamento - ha concluso Ciavaglia - la Cgil di Perugia ha già avviato un percorso di riorganizzazione interne volto a rafforzare e rendere sempre più centrali le nostre Camere del Lavoro territoriali, veri e propri punti di riferimento per lavoratrici, lavoratori, cittadine e cittadini della provincia di Perugia che quotidianamente (anche in questi primissimi giorni dell’anno) si rivolgono in gran numero al sindacato in cerca di servizi, assistenza e tutela”. 

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