Risparmiatori rimasti "fregati" dal crack di Banca Etruria, c'è ancora tempo per aderire al fondo d'indennizzo

L'Unione nazionale consumatori Umbria pronta a fornire aiuto per evitare di incorrere in quegli errori che potrebbero causare il rigetto dell’istanza

Correntisti di Banca Etruria e istituti bancari falliti, c’è ancora tempo per aderire al Fondo indennizzo risparamiatori.

L’avvocato Damiano Marinelli, presidente dell’Unione nazionale consumatori Umbria ricorda che “dal 22 agosto scorso è iniziato a decorre il termine di 180 giorni. per presentare la domanda di indennizzo al Fondo indennizzo risparmiatori” al quale possono accedere i 300.000 piccoli risparmiatori italiani coinvolti dal crack degli istituti Banca Etruria, Banca delle Marche, Carife, Carichieti e di quelli posti in liquidazione come Banca Popolare di Vicenza, Banca Nuova, Veneto Banca, Banca Apulia, Banca Padovana, BCC di Pelaco, BCC Etrusca Salernitana, BCC di Frascati, Banca Popolare delle Province Calabre, BCC Banca Brutia, BCC di Altavilla e Credito cooperativo Interprovinciale Veneto.

A chi spettano gli indennizzi

Hanno accesso al Fondo i risparmiatori, persone fisiche, imprenditori individuali, anche agricoli o coltivatori diretti, le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale e le microimprese che occupano meno di dieci persone e realizzano un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiori a 2 milioni di euro, in possesso delle azioni e delle obbligazioni subordinate delle banche poste in liquidazione coatta amministrativa dopo il 16 novembre 2015 e prima del 1° gennaio 2018, a causa delle numerose violazioni degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza, buona fede oggettiva e trasparenza. Gli indennizzi spettano anche ai loro successori mortis causa o al coniuge, al convivente more uxorio, ai parenti entro il secondo grado, in possesso di tali strumenti finanziari.

Azionisti

L’indennizzo è pari al 30% del costo di acquisto, entro il limite massimo complessivo di 100.000 euro per ciascun risparmiatore.

Obbligazionisti subordinati

L’indennizzo è pari al 95% del costo di acquisto, entro il limite massimo complessivo di 100.000 euro per ciascun risparmiatore.

Modalità di accesso

Gli aventi diritto possono presentare la domanda di indennizzo, completa di documentazione attestante i requisiti previsti, entro il termine di centottanta giorni decorrenti dalla data indicata da apposito decreto, ad una Commissione tecnica indipendente costituita presso il Ministero dell’Economia che valuterà le domande.

Indennizzo diretto

Hanno diritto all’erogazione da parte del Fir di un indennizzo forfettario i soggetti risparmiatori persone fisiche – ovvero i loro successori mortis causa, il coniuge, il convivente more uxorio, i parenti entro il secondo grado – in possesso delle azioni e delle obbligazioni subordinate alla data del provvedimento di messa in liquidazione che soddisfano una delle seguenti condizioni: a) patrimonio mobiliare di proprietà del risparmiatore di valore inferiore a 100.000 euro al 31 dicembre 2018, elevabile a 200.000 euro subordinatamente all’approvazione della Commissione europea; b) ammontare del reddito complessivo del risparmiatore ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche inferiore a 35.000 euro nell’anno 2018.

Valutazione della Commissione

Per il restante 10% che non rientra nelle soglie reddituali o patrimoniali, viene comunque prevista una forma di indennizzo semi-automatico, grazie alla semplificazione dei processi di verifica della Commissione tecnica attraverso la tipizzazione delle violazioni di natura contrattuale o extra-contrattuale, e dei criteri in presenza dei quali l’indennizzo può comunque essere direttamente erogato.

Per chi ha già ottenuto un ristoro parziale

Potranno presentare la domanda coloro che hanno già ottenuto un ristoro parziale (si pensi agli azionisti di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca che hanno aderito all’offerta transattiva di due anni fa e che potranno ricevere un ulteriore 15%).

A dieci giorni dall’avvio del Fondo, giungono alla nostra associazione numerose segnalazioni di risparmiatori che lamentano molte difficoltà nella compilazione della domanda.

L'avvocato Marinelli ricordo che "benché sia possibile depositare autonomamente la domanda, i nostri esperti sono a disposizione degli associati per fornire l’aiuto volto ad evitare di incorrere in quegli errori che potrebbero causare il rigetto dell’istanza: chi fosse interessato, potrà scrivere alla email: sportello: info@consumatoriumbria.it indicando nell’oggetto Fir”.

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