Il coronavirus non ferma i giovani Ahmed Hassan e Donato, assunti da due aziende altotiberine

Studenti dell'istituto Bufalini di Città di Castello, un 18enne camerunense e un 19enne dell'Aquila hanno trovato lavoro nonostante frequentino ancora l'ultimo anno di meccanica

Una bella storia in questi tempi segnati dall'emergenza coronavirus e l'emergenza lavoro che preoccupa l'Umbria come il resto d'Italia. Succede a Città di Castello dove il 19enne camerunense Ahmed Hassan e Donato, 18enne originario dell'Aquila, sono stati assunti da due aziende dell'altotevere che erano già state individuate dal centro tifernate di istruzione e formazione professionale 'Asp Giovanni Ottavio Bufalini', dove frequentano l'ultimo anno di meccanica. Assunti addirittura prima del raggiungimento della qualifica professionale, questi due ragazzi diventano così simbolo di speranza in vista di una fase 2 che si profila come tortuosa e incerta, a dimostrazione anche della qualità della formazione che fornisce la scuola e della preparazione dei suoi studenti, guidati nel loro caso soprattutto dai docenti Francesco Fascella, Simone Nardoni e Alvaro Bianconi.

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LA STORIA - Una storia speciale soprattutto quella di Ahmed Hassan, che è giunto in Italia fra mille difficoltà e sofferenze trovando poi nel Bufalini una seconda famiglia ed un luogo dove poter studiare e apprendere un mestiere. Una storia che lo scorso anno ha emozionato l’intera città. Ahmed infatti ha raccontato aspetti e particolari drammatici che fanno senza dubbio riflettere. Ha cercato e trovato da solo la Scuola Bufalini a Città di Castello, un centro di formazione dove ha potuto studiare gratuitamente: si è iscritto ad un corso di qualifica professionale finanziato dalla Regione Umbria. Grazie al taglio molto pratico della scuola Ahmed ha imparato un mestiere, quello del metal-meccanico e la lingua italiana prima di ottenere un contratto di lavoro in un’azienda di Sansepolcro. Oggi sta concludendo il suo percorso per l’ottenimento della qualifica professionale e la sua vita ha preso la direzione che lui stava cercando.

IL SINDACO - “Una bella di storia di speranza e ripartenza proprio alla vigilia della Festa del Lavoro del 1° Maggio - afferma invece Luciano Bacchetta, sindaco di Città di Castello -, mai come questa volta densa di significati e sentimenti particolari che vanno ad aggiungersi alle questioni strutturali e alle difficoltà che il comparto produttivo occupazionale attraversa da decenni. Ahmed Hassan e Donato, due giovani, dunque oggi rappresentano più che mai la voglia, il desiderio di ripartire e di tornare alla normalità partendo proprio dal lavoro, colonna portante della nostra comunità. Un bel segnale da Città di Castello, complimenti alla scuola Bufalini, ai suoi dirigenti, docenti, ai dipendenti e ai due giovani Ahmed Hassan e Donato".

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LA SCOULA - “Era in calendario proprio ad aprile una conferenza di livello regionale alla presenza dei segretari dei maggiori sindacati, dei sindaci locali e degli assessori regionali allo sviluppo economico e all’istruzione - rivela invece il presidente della scuola, Stefano Briganti - “per rimarcare l’alto trend di assunzioni prodotte dal Bufalini grazie alle sue iniziative, che prevedono non solo i corsi di formazione per i ragazzi, nostra attività centrale, ma anche i progettI CRE.S.C.O, che ad ora hanno prodotto ben più di 50 assunzioni in un periodo che era già complicato”. Soddisfatto anche Marco Menichetti, direttore della scuola: "Un trend che si è mantenuto positivo nonostante le grosse difficoltà che l’emergenza sanitaria Covid-19 determina a scuola ed aziende - precisa -. Speriamo quindi che queste due nuove assunzioni possano rappresentare una luce in fondo al tunnel, un messaggio positivo di riavvicinamento alla quotidianità. Sono 130 intanto gli alunni che seguono le lezioni online, attive da circa metà marzo e che continueranno fino al termine delle restrizioni. Durante le attività gli studenti sono seguiti anche dai ragazzi del Servizio Civile, che dopo un breve periodo di sospensione delle loro attività, sono potuti tornare, grazie al ripristino tramite remoto, a fornire assistenza ai professori, agli alunni attraverso la presenza nelle aule virtuali e anche alle loro famiglie: siamo soddisfatti del lavoro fatto finora – conclude Menichetti- per cercare di non lasciare nessuno indietro”.

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