L'azienda umbra che batte la crisi: Molini Popolari Riuniti, il fatturato tocca i 67,5 milioni di euro

Ricci: "Il 2019 è stato un anno di crescita ulteriore per la cooperativa che prosegue nella sua ‘mission’ di valorizzazione della produzione agricola dei soci, nel rispetto delle persone, dell’ambiente e della salute dei consumatori"

Con un fatturato che ha raggiunto i 67,5 milioni di euro circa, tre in più rispetto all’anno precedente, la cooperativa Molini Popolari Riuniti (Mpr) chiude positivamente il 2019 e si proietta nel 2020 con l’obiettivo di conquistare il traguardo dei 70 milioni di euro di fatturato. Un’annata, quella appena trascorsa, che registra dati positivi in tutte le aree di attività, come evidenziato nel corso della giornata seminariale dal titolo ‘Distintività etica e filiera’ della rete commerciale e tecnica, giovedì 16 gennaio, a San Martino in Campo di Perugia. All’incontro, organizzato per formare e informare i collaboratori della Mpr, hanno partecipato anche i vertici aziendali, il presidente Dino Ricci, il vice Edoardo Bartoccini, il direttore dell’area amministrativa e panificazione, Paolo Minelli, e il direttore dell’area produttiva e commerciale, Giancarlo Mancini, oltre a Leonello Vesentini, della Gabrielli & Partner - G&A Group, e Lorenzo Andreotti, giornalista de L’informatore agrario.

“Il 2019 – ha dichiarato Ricci – è stato un anno di crescita ulteriore per la cooperativa che prosegue nella sua ‘mission’ di valorizzazione della produzione agricola dei soci, nel rispetto delle persone, dell’ambiente e della salute dei consumatori. Gli obiettivi di budget sono stati nel complesso rispettati. Lo stabilimento di Pierantonio ha superato il milione di quintali di produzione di mangime e l’impianto molitorio di Amelia ha sfiorato i 200 mila quintali di prodotto. Nel comparto della panificazione c’è stato un incremento molto significativo, oltre un milione di euro di fatturato, e contiamo di attestarci attorno ai 13 milioni nel 2020. Siamo cresciuti soprattutto nel Lazio grazie all’innovazione nel prodotto”. “Per il 2020 – ha continuato Ricci – pensiamo di proseguire in un percorso di ulteriore crescita graduale, tra il 3 e il 5 per cento, nei settori strategici della mangimistica, molitoria, panificazione e servizi all’agricoltura”. Ricci ha poi aggiunto che non ci sono in cantiere investimenti significativi per il prossimo anno se non un percorso di progressiva ristrutturazione dei centri servizi e di stoccaggio, alcuni molto datati. Inoltre, è in corso un restyling dei negozi agri garden pollice verde. “Stiamo predisponendo il progetto per completare la delocalizzazione dell’impianto di Pierantonio e la realizzazione di un Centro servizi a San Martino in Campo – ha proseguito Ricci – e parallelamente stiamo definendo l’accordo per la cessione e la valorizzazione del sito di via della Repubblica a Umbertide. Manterremo la sede e gli uffici qui ma stiamo cercando un nuovo sito per il conferimento dei cereali”.

“Nel settore della molitoria c’è stato un incremento importante – ha precisato Mancini – più 32 per cento rispetto all’anno precedente con circa 200 mila quintali di macinazione e nel 2020 l’obiettivo è arrivare a 210 mila quintali. Nei mezzi tecnici, concimi, sementi e fitofarmaci, abbiamo raggiunto 11 milioni di fatturato e vorremmo arrivare a 12,5 milioni nel 2020”. “Possiamo dire di essere in linea con il dato nazionale – ha affermato Minelli – che vede nell’agroalimentare uno dei settori a maggiore indice di crescita. Per quanto riguarda l’area panificazione stiamo portando avanti progetti di filiera con grano 100 per cento italiano e farina di nostra produzione. Cresce sempre più la domanda di prodotti salutisti, freschi, e pezzature più piccole rispetto al classico filone di pane da un chilo, che in passato era il più venduto. A conferma di ciò siamo passati da 9 milioni a 25 milioni di pezzi venduti. Allo stesso tempo salgono le vendite di prodotti da forno biologici, pane integrale, ai cereali o alla curcuma. Quest’anno, poi, lanceremo la pinsa romana, fatta con farine di nostra produzione”.

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