Crisi, Confcommercio: "Metà degli umbri risparmierà sui regali di Natale"

Secondo un'indagine di Confcommercio della Provincia di Perugia, nonostante l'incombere della crisi economica, gli umbri non rinunciano ai regali di Natale, ma cercheranno di spendere un pò meno

Nonostante la crisi finanziaria del 2011, il Natale non sarà disastroso per i consumi umbri. Secondo l'Ufficio Studi di Confcommercio: "Il sentimento resta negativo ma non depresso e non peggiore dello scorso anno"; specificando che farà regali l'88,2% degli italiani.

Gli umbri saranno ancora più generosi, visto che, secondo un'indagine condotta da Confcommercio della provincia di Perugia su un campione di consumatori, gli umbri che faranno regali per questo Natale, pur con diverse sottolineature, sono il 96% sul totale.

Un 2% non spenderà, perché quest’anno deve risparmiare e un 2% non ha proprio come abitudine quella di fare regali in occasione delle Feste. Andando ad analizzare i dati nel dettaglio, emergono le criticità del periodo, perché oltre la metà del campione (il 52%) spenderà meno di quanto speso nel 2010.

Questo dato è bilanciato da un una bella fetta del campione (35%) che cercherà di contenere le spese adeguandosi a quanto speso l’anno precedente e da una fettina più sottile (il 9%) che addirittura si trova nelle condizioni di poter spendere più che nel 2010.

Commentando questi dati, il presidente Confcommercio, Giorgio Mencaroni sottolinea che: "Le difficoltà sono evidenti ma speriamo che le vendite possano reggere, perché regge ancora il clima di fiducia delle famiglie.

Quello che, invece, ci preoccupa e anche tanto - ha osservato Mencaroni - è il nuovo consistente calo dei consumi, che tra settembre e ottobre ha azzerato gran parte del recupero registrato nei mesi estivi e il permanere, a livello nazionale e internazionale, di uno scenario di emergenza. Bene, quindi, che nella manovra sia stata intrapresa la via del rigore e dell'equità, ma occorre scongiurare il ricorso ad ulteriori aumenti dell'imposizione IVA sui consumi che avrebbero effetti recessivi, colpendo particolarmente i livelli di reddito medio-bassi".

 

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