Il dolce tipico perugino diventa uno snack: gli studenti diventano "imprenditori" e creano Ciaramì

La ciaramicola, dolce tipico della tradizione gastronomica perugina, diventa uno snack. L’idea, semplice quanto rivoluzionaria, e' degli studenti della IV B del liceo Pieralli di Perugia

La ciaramicola, dolce tipico della tradizione gastronomica perugina, diventa uno snack. L’idea, semplice quanto rivoluzionaria per gustare il dolce pasquale, e' degli studenti della IV B del liceo Pieralli di Perugia. I ragazzi hanno infatti creato una mini impresa, la Pink4Bakery, nell’ambito del programma ‘Green Jobs’, promosso da Acri e realizzato in otto regioni italiane grazie al sostegno di altrettante Fondazioni bancarie (in Umbria, la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia).

“Ciaramì”, questo il nome del nuovo snack, è un prodotto artigianale di alta qualità realizzato interamente con materie prime a chilometro zero ed è stato presentato oggi, mercoledì 10 aprile, all’Università dei sapori di Perugia.  Il progetto, sostenuto tra gli altri da Liomatic, mira a implementare la distribuzione del prodotto ispirato al dolce tipico attraverso le vending machine.

 “Anche per gli imprenditori – ha dichiarato Ilaria Caporali della Liomatic, dream coach che ha affiancato gli studenti – uscire dal proprio perimetro d’azione e confrontarsi con soggetti diversi è stimolante. Io ho accompagnato gli studenti e li ho fatti ragionare in una logica d’impresa. I ragazzi sono stati bravi, hanno capito l’importanza di uscire dagli schemi tradizionali”. “Adesso il progetto deve rendersi ancora più concreto – ha aggiunto Caporali –. Il prodotto è in fase artigianale e bisogna renderlo industriale, quindi ottenere una serie di certificazioni, il packaging adeguato alla vendita attraverso i distributori automatici, e infine il test e la messa sul mercato”.

“Credo che il contributo più importante – ha affermato Maurizio Beccafichi, responsabile dell’area Sviluppo dell’Università dei sapori – sia stato quello di mettere in relazione in condizione questi ragazzi di misurarsi con una simulazione d’impresa. Nel nostro Paese abbiamo un sistema basato sulla microimprese. Ne nascono tante e tante muoiono, nel giro di cinque anni, e quindi abbiamo tutti il dovere di creare i presupposti affinché questo non avvenga. Ci sono imprese virtuose nel territorio, come la Liomatic per esempio, che credono nei giovani e nelle loro idee innovative”.

“Il cookies Ciaramì – ha spiegato Carla Corabi, professoressa responsabile del progetto di alternanza scuola lavoro al Pieralli – vive una fase ‘dimostrativa’ in questo momento. I ragazzi hanno creato il logo, hanno capito come ‘fare impresa’, rispettando gli standard richiesti. Se andrà bene ci occuperemo di produrlo”.

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