Sant'Egidio, il Tar dà ragione al Comune: "la centrale a biomasse è regolare"

Un punto a favore delle istituzioni - Regione, Comune e Provincia - che hanno autorizzato l'impianto è stato assegnato direttamente dal Tar. Il comitato ha visto respingersi ben 19 punti di contestazioni

Nel braccio di ferro sulla centrale a biomasse da realizzare a Sant'Egidio - contro la quale è nato un comitato agguerrito - il Comune ha vinto una delle prime battaglie previste: infatti il Tar dell'Umbria si è espresso sulla legittimità o meno delle autorizzazioni rilasciate per la centrale. L'avvocatore di Palazzo dei Priori ha scritto che "il TAR dell’Umbria, con sentenza n. 185/2014, ha accertato la piena legittimità degli atti del Comune di Perugia, della Provincia di Perugia e della Regione dell’Umbria che hanno al tempo consentito la realizzazione e l’esercizio di un impianto di energia elettrica a biomassa, operante in assetto cogenerativo della potenza termica nominale di 354 Kw ed elettrica di 300 Kw, in località Sant’Egidio".

Il TAR ha in primo luogo estromesso dal giudizio il Comitato ricorrente del quale anche il Comune di Perugia aveva contestato la legittimazione a proporre il ricorso. Poi il giudice ha respinto tutti i 19 motivi di ricorso che indicavano presunte violazioni delle norme in materia di procedimento amministrativo, di tutela della biodiversità, sul principio di precauzione, sulla procedura di VIA, nonché delle disposizioni contenute nel piano regolatore comunale e nelle relative norme tecniche di attuazione, oltre che specifici aspetti degli atti, anche provinciali, regionali e dei Vigili del Fuoco a loro volta impugnati.

"In buona sostanza - scrive l'avvocatura -  oltre al riscontro della correttezza burocratico - amministrativa della pratica, il TAR dell’Umbria ha escluso qualsivoglia rischio o pericolo per la salute, essendo stati appieno rispettati sia le destinazioni urbanistiche dell’area interessata, sia tutte le prescrizioni che garantiscono la corretta allocazione, realizzazione e gestione degli impianti del tipo in commento, sotto tutti i profili. E ciò anche con riguardo ai primari aspetti ambientali e di tutela della salubrità".

Trattandosi, infatti, di un impianto di produzione di energia verde certificata, da fonti rinnovabili, di “piccola cogenerazione”, che notoriamente incontra il favore del legislatore nazionale e sovrannazionale, il TAR ha chiosato nel senso che “un interesse meritevole di tutela qual è la produzione di energia elettrica tramite fonti rinnovabili recede soltanto a fronte di seri fondamenti scientifici che (invece e nel caso, ndr) non si rinvengono”. Dal che è dunque scaturita la conferma della legittimità e della piena sicurezza dell’installazione”.

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