Corciano, crisi "Brico Io": ottenuta cassa integrazione per 7 mesi

Dopo la decisione dell'azienda di chiudere i battenti, i lavoratori e lavoratrici della Brico Io, insieme all'ipegno della Filcams Cgil di Perugia hanno ottenuto la cassa integrazione per 7 mesi

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PerugiaToday

Appena un mese fa la proprietà del negozio Brico Io di Corciano ha comunicato ai dipendenti la chiusura del punto vendita con conseguente licenziamento in tronco di 6 donne, delle quali una in maternità, e 2 uomini.

La decisione, ha spiegato l'azienda, è stata imposta da una situazione di mercato insostenibile, acuita dalla crisi economica in atto. La Filcams Cgil di Perugia, insieme alle lavoratrici e ai lavoratori, ha avviato subito un'azione volta a scongiurare la perdita secca del posto di lavoro. Dopo una prima fase di difficoltà e una certa ritrosia al confronto ufficiale, con la Capitale Srl, proprietaria dell'attività, si è giunti nei giorni scorsi ad un accordo, che certo non fa ripartire l'attività, stante la ferma decisione della proprietà di chiudere, ma almeno garantisce continuità di reddito, seppur momentanea, ai dipendenti del punto vendita.

L'accordo, sottoscritto da La Capitale Srl e Filcams Cgil di Perugia, prevede 7 mesi di cassa integrazione in deroga a zero ore, fino al 31 dicembre. Successivamente, le parti si incontreranno nuovamente per valutare l'ipotesi di una proroga dell'ammortizzatore.

“Confermando la nostra naturale contrarietà alla chiusura dell'attività – afferma Marco Marcantonini, della Filcams Cgil di Perugia – constatiamo che grazie ai nostri sforzi e alla mobilitazione delle lavoratoci e dei lavoratori e al ripristino del dialogo, si è riusciti quantomeno a far prevalere il buon senso e a garantire per tutto l'anno in corso un reddito a 8 famiglie, in un momento che, come sappiamo, è critico per tutti. Dobbiamo riconoscere – conclude Marcantonini - che alla fine anche l'azienda ha fatto un passo in avanti in termini di disponibilità e che, pur di fronte ad una dolorosa vicenda, le parti si sono date reciprocamente atto di aver gestito il tutto con responsabilità”.

“Rimane la grande amarezza per l'ennesima chiusura di un negozio che offriva possibilità occupazionali al territorio, dando lavoro soprattutto a giovani donne – commenta Stefania Cardinali, segretaria generale della Filcams Cgil di Perugia – un'altra ferita che si va ad aggiungere alle tante già aperte o che si stanno aprendo in queste settimane”.

 

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