Accisa benzina, il no di Fita Cna: "Non ci sono compensazioni"

Fita Cna si schiera contro la decisione di una nuova accisa sulla benzina contenuta nella recente manovra economica del governo

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PerugiaToday

Elio Burzigotti, presidente regionale della Fita Cna, sigla che associa gli autotrasportatori di merci e persone, esprime la forte preoccupazione della categoria per l’introduzione di una nuova accisa sul carburante contenuta nella recente manovra economica del governo, con il quale è stato richiesto un incontro urgente da parte della segreteria nazionale.

“Di fronte all’ennesimo rialzo del costo del gasolio crediamo sia indispensabile predisporre misure e provvedimenti urgenti a livello nazionale ed europeo che mettano al riparo il settore dell’autotrasporto da questa frenetica escalation dei prezzi del carburante. Ci riferiamo in particolare al cosiddetto gasolio professionale, concesso ad altre categorie ma non a quella dell’autotrasporto. L’Unione europea è sempre stata irremovibile su questo aspetto. Crediamo sia arrivato il momento di tornare a dare battaglia anche su questo fronte, pena la sopravvivenza di un’intera categoria”.

"Siamo una categoria responsabile e perfettamente consapevole della gravità della situazione in cui versa il Paese, e per questo disponibile a fare la propria parte per evitare il fallimento del sistema Italia, ma non si può continuare a vessare il comparto dell’autotrasporto, sia pure per scopi condivisibili”.

Burzigotti lancia un vero e proprio grido di allarme. “Vogliamo ricordare che quello in vigore da oggi rappresenta il quinto aumento consecutivo dell’anno per l’imposta sul gasolio Negli ultimi sei mesi il prezzo è cresciuto di ben 17 centesimi al litro e stavolta l’aumento non è imputabile ad un incremento del costo della materia prima che, negli ultimi mesi, è addirittura diminuito. Ogni qualvolta si debba far fronte a un’emergenza il costo del carburante è il primo ad essere ritoccato al rialzo e questo non è più tollerabile”.

A ciò si aggiungono infatti gli aumenti dell’accisa sul gasolio da autotrazione di 4 cent. al litro, per finanziare la ricostruzione nel Marscianese.

“Con questi provvedimenti il comparto dell’autotrasporto, che in Umbria conta oltre 2mila imprese e quasi 10mila addetti, rischia il collasso definitivo. Siamo assolutamente solidali con le popolazioni colpite due anni fa dal sisma, che attendono ancora oggi le risorse per poter fare ritorno alle proprie case, ma non possiamo pensare che ad essere colpiti siano sempre e comunque gli autotrasportatori. Quest’anno abbiamo già contribuito al fondo per lo spettacolo, all’emergenza immigrati e a rimpinguare le risorse per il trasporto pubblico locale. Crediamo possa bastare. Nel frattempo le aziende umbre dell’autotrasporto sono diminuite di 150 unità solo nel primo semestre del 2011. Di questo passo il saldo negativo di dicembre potrebbe essere addirittura doppiato.

Il prezzo del gasolio incide infatti per circa il 35% sui costi di esercizio delle imprese di trasporto su gomma. “Un aumento di quasi il 20% di queste voci nell’arco di un anno – conclude Burzigotti – rischia di affossare definitivamente le nostre attività imprenditoriali”.

 

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