Ance, il ministro Toninelli all'assemblea regionale: "Astaldi, copriremo il 70% dei crediti. E45, 10 milioni per i lavori del Puleto, pressing su Anas"

L'organizzazione ha confermato Spaccia alla guida: le richieste degli imprenditori

Infrastrutture, ricostruzione e sviluppo sono stati i temi toccati in occasione dell’assemblea di Ance Perugia, l’associazione dei costruttori edili di Confindustria che ha confermato alla presidenza l’imprenditore Moreno Spaccia, alla presenza del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli. Al ministro, il presidente ha presentato alcuni temi basilari: gli investimenti in infrastrutture, le modalità di assegnazione degli appalti, la ricostruzione, le questioni ancora aperte su Quadrilatero e Perugia-Ancona e la situazione della E45 con il viadotto Puleto ancora parzialmente interdetto al traffico pesante.

“Dobbiamo riprendere ad investire nella manutenzione straordinaria del territorio e delle reti esistenti – ha detto Spaccia - in nuove indispensabili infrastrutture e, per quel che riguarda l’Umbria, dobbiamo assolutamente cogliere l’occasione della ricostruzione. Ad oggi i cantieri di ricostruzione leggera conclusi sono solamente 119. Ben più drammatico è certamente il quadro della ricostruzione per i danni gravi: i lavori ultimati sono solo sei. E non va molto meglio né per quanto riguarda le opere pubbliche, né per i beni culturali. Sul versante della ricostruzione pubblica – ha aggiunto Spaccia - occorrerebbe introdurre delle misure idonee a velocizzare gli affidamenti di gara, consentendo di pervenire rapidamente alla cantierizzazione dei lavori, nel rispetto della trasparenza e della legalità, ma allo stesso tempo tutelando, per quanto possibile, il tessuto delle imprese locali, che assicurano investimenti ed occupazione proprio nelle province del cratere sismico. Conosciamo bene lo sforzo organizzativo e l’impegno quotidiano della Regione, dei dirigenti e dei tecnici dell’USR e dei Comuni, del Commissario, per tentare di venire fuori dal guado. Mai come in questo caso serve un cambio di passo”.

Ammodernamento della E45 e sblocco del Viadotto Puleto rappresentano solo due esempi di un processo di riqualificazione delle infrastrutture che può contribuire a far ripartire l’economia umbra. “Con il contributo di tutti, istituzioni, associazioni, imprese e cittadini - ha sottolineato nel suo intervento di saluto, Maurizio Mariotti, delegato alle Infrastrutture di Confindustria Umbria - va realizzato un piano strategico complessivo finalizzato a rendere il nostro sistema stradale e ferroviario più moderno ed efficiente”.

“Sulla E45 – ha rassicurato Toninelli - dobbiamo sollecitare Anas perché acceleri lo svolgimento dei lavori. Abbiamo previsto 10 milioni nello Sblocca cantieri per le imprese locali. L’obiettivo è di riaprire a tutto il traffico il prima possibile. Quella tratta è particolarmente importante dal punto di vista economico non solo a livello regionale ma per tutto il territorio nazionale”.

In questo quadro di grandi difficoltà generali, alle prese con le conseguenze del terremoto e con una crisi economica profonda dell’Umbria e del settore, gli imprenditori umbri hanno dovuto affrontare anche la vicenda della Perugia-Ancona.

“Siamo orgogliosi di aver combattuto questa battaglia – ha aggiunto Spaccia - e di aver trovato una soluzione che rende il nostro settore e il nostro Paese un po’ più civile e per questo ringrazio il Ministro Toninelli, i Parlamentari dell’Umbria e delle Marche, le due Regioni, tutte le organizzazioni e le Associazioni, per aver sostenuto questa battaglia. In questo modo si è riusciti a trovare, con il cosiddetto “fondo salva cantieri”, una soluzione accettabile. Ora rimane un piccolo sforzo e un grande obiettivo. Fare il regolamento attuativo in modo tale da soddisfare rapidamente le esigenze delle imprese e, insieme a questo, finalmente finire la strada”.

Sulla vicenda il ministro Toninelli ha ricordato come in occasione della visita al cantiere della Perugia-Ancona insieme al presidente del Consiglio Conte, “le istanze ricevute da parte del Coordinamento delle imprese creditrici di Astaldi si siano trasformate in una norma importantissima: la norma salva imprese. Avremmo voluto inserirla nello Sblocca cantieri ma non è stato possibile, l’abbiamo comunque prevista nel Decreto Crescita. La norma prevede che noi ristoreremo fino al 70 per cento dei crediti che queste piccole e medie straordinarie imprese del territorio hanno nei confronti della Astaldi che avuto una crisi finanziaria. Penso che questo sia il migliore intervento che il Governo potesse fare, soprattutto nel metodo: abbiamo ascoltato chi ci ha fatto delle richieste legittime e le abbiamo concretizzate in una norma”.

“Il fatto che guardiamo in faccia la realtà – ha concluso Spaccia - non significa certo che siamo rassegnati, pessimisti, incapaci di valorizzare le enormi risorse del Paese, della nostra meravigliosa Umbria e del settore. Oggi abbiamo bisogno di un momento nel quale chiamiamo a raccolta le tante responsabilità e le innumerevoli risorse di una terra e di un popolo straordinario. Noi dobbiamo porci l’obiettivo di diventare un territorio dove si possa lavorare, produrre, studiare e vivere bene. Un territorio “attraente” per uomini, capitali, investimenti, attività produttive”.

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