Foto e video hot di una bimba piccola, mamma e "amico" di chat condannati per violenza sessuale

Due anni e dieci mesi per una mamma umbra e e sei anni e otto mesi di reclusione per un brindisino 50enne, entrambi accusati di violenza sessuale nei confronti della bimba dell'imputata

Due anni e dieci mesi per una mamma umbra e sei anni e otto mesi di reclusione per un brindisino 50enne, entrambi accusati di violenza sessuale nei confronti di una bimba di appena sette anni oltre a detenzione di materiale pedopornografico. E' quanto stabilito dal gup Piercarlo Frabotta nei confronti di una giovane madre - difesa dagli avvocati Alessia Modesti e Francesco Narducci  e di un 50enne originario di Brindisi - rappresentato dagli avvocati Luca Gentili e Alessandra De Filippis - che secondo la procura che li ha inquisiti avevano scambiato materiale (foto e video) dal contenuto sessuale e con protagonista la figlia piccola dell'imputata. Il gup ha concesso alla donna le attenuanti generiche. Più pesante invece la condanna inflitta al 50enne, un insospettabile, che davanti al giudice si è dichiarato completamente estraneo ai fatti. Entrambi hanno scelto il rito abbreviato. 

L’imputata, che dopo l’arresto scattato lo scorso maggio, nei mesi scorsi è uscita dal carcere e posta ai domiciliari, avrebbe scambiato con l’uomo, conosciuto attraverso una chat, il materiale (foto e video) dal contenuto sessuale e utilizzando la piccina, figlia della donna. La mamma a sua volta sarebbe stata vittima di un uomo che, approfittando della debolezza e della parziale capacità di intendere della madre (come documentato da una perizia psichiatrica) avrebbe richiesto e “diretto la realizzazione” di foto e video ai fini sessuali realizzati dalla donna stessa, coinvolgendole entrambe, si legge nelle carte, “in videochiamate a sfondo sessuale”.

L’imputato, originario di Brindisi, era stato raggiunto da una ordinanza di custodia cautelare eseguita dagli agenti della Mobile (ora è ai domiciliari) ed ottenuta dal pubblico ministero dopo aver sequestrato e sottoposto a perizia i computer e i telefonini in uso all'uomo. La perquisizione e sequestro dei pc e degli smartphone usati dal brindisino, un "insospettabile", ispettore dell'Inail, risale alla scorsa estate: la consulenza disposta dal pm aveva permesso di trovare e copiare i file, tra fotografie e video, che i due si erano scambiati. I gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari avevano determinato il gip a firmare l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, eseguita lo scorso dicembre.

Tutto sarebbe scaturito dopo la segnalazione alle forze dell’ordine da parte di una chiromante a cui la donna umbra si sarebbe rivolta per sapere del futuro tra lei e “l’amico” di cui si era invaghita, lasciando trapelare alcuni particolari di questa agghiacciante vicenda. Per la madre era stata chiesta da parte della difesa la consulenza dello psichiatra che aveva evidenziato “la semi incapacità di intendere e di volere dell’indagata”. Un “disturbo cognitivo” in linea anche con la consulenza dei medici del carcere, che avevano valutato la madre attraverso una lunga serie di colloqui di natura psicologica e psichiatrica. All’imputato viene invece contestata l’aggravante per essersi avvalso della complicità della donna, non del tutto capace di comprendere la reale portata della gravità di ciò che stava facendo.

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