Costringe i genitori a rifugiarsi alla Caritas e perseguita la ex: dopo la condanna torna alla "carica"

Dopo aver espiato una condanna a due anni per stalking e estorsione, il giudice ha disposto per lui il giudizio immediato

Non è bastata una condanna a due anni per stalking ed estorsione. E così, dopo la libertà vigilata, per  un giovane di 27 anni si sono riaperte le porte del carcere nel mese di dicembre. I suoi comportamenti violenti, così come formulato nel capo di imputazione del pm Mara Pucci, avrebbero costretto i genitori a rifugiarsi alla Caritas per sfuggire agli attacchi d'ira e a un clima di ansia e terrore tale da rendere intollerabile la convivenza sotto lo stesso tetto. Ma oltre ai genitori, a cui avrebbe continuamente richiesto somme di denaro e . in caso di rifiuto, pepetrato aggressioni e minacce, nel mirino del 27enne sarebbe finita anche la ex fidanzata. Il pm ha richiesto per lui il giudizio immediato e il giudice Lidia Brutti ha fissato la prima udienza a marzo 2018.

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Già a luglio di quest'anno, nonostante fosse in libertà vigilata, sarebbe tornato a rendere la vita impossibile ai genitori, afferrando per un braccio per la madre e chiudendola dentro casa per poi telefonare al padre urlandogli di tornare  in quanto la sua giornata lavorativa era finita. In un'altra occasione, ancora violenza, questa volta contro la sua ex fidanzata, che era ospite in un agriturimo della regione. E ancora chiamate, minacce, e pretese assurde: come quella di prestargli 350 euro per far fronte a certi debiti da lui contratti. Al suo rifiuto però, le si sarebbe scagliato contro scrivendole che "sarebbe andato a cercarla per farla fuori". Sono solo alcuni dei tanti episodi contestati al 27enne (difeso dall'avvocato Delfo Berretti) per cui ora si prospetta l'inizio di un nuovo processo. 

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