Violenza sulle donne, Marini: “Seri provvedimenti di contrasto”

La Presidente della Regione Umbria è intervenuta stamane al seminario dedicato alla diffusa piaga sociale. "Il nostro obiettivo è rafforzare la capacità delle donne a non farsi maltrattare"

La violenza degli uomini contro le donne. E’ il tema affrontato nel corso del convegno promosso dalla Regione Umbria e tenutosi oggi, 18 gennaio, presso il Salone d’Onore di Palazzo Donini. ‘Contro la violenza degli uomini sulle donne. Per una nuova civiltà di rapporti e di convivenza’, questo il titolo dell’incontro, con al centro della discussione la diffusa piaga sociale, al quale questa mattina sono intervenute Alessandra Bocchetti, Teorica Politica del Pensiero della Differenza, Tamar Pitch e Cristina Papa, dell’Università degli Studi di Perugia, Anna Maria Piussi, dell’Università degli Studi di Verona, Teresa Manente, referente nazionale delle avvocate penaliste dell’Associazione Di.Re e Daniela Albanesi, Presidente del Centro Pari Opportunità dell’Umbria. Ad aprire i lavori Catiuscia Marini, Presidente della Regione.

“Vogliamo contribuire alla costruzione di una cultura - ha affermato la governatrice - che riduca i rischi di violenza sulle donne in questa regione. Non solo azioni di governo - ha spiegato la Marini - ma vogliamo realizzare una dimensione culturale che ci possa consentire di costruire un filo simbolico su cui ancorare le diverse politiche. Questo spiega - ha aggiunto - il supporto del comitato scientifico che abbiamo appositamente costituito per mettere in relazione i diversi soggetti istituzionali che possono aiutarci ad attuare concrete azioni sul territorio”. Non solo servizi, provvedimenti ed azioni preventive, tra gli obiettivi illustrati dalla Presidente regionale c’è, inoltre, quello di "rafforzare la capacità delle donne a non farsi maltrattare". Rendere, dunque, le donne più forti, anche alla luce dei recenti atti di violenza nei loro confronti raccontati dai quotidiani umbri negli ultimi quindici giorni, con protagonisti molto spesso le generazioni più giovani. Per tale motivo assume grande rilevanza, ha concluso Catiuscia Marini, “il ruolo di educazione e contrasto che può essere svolto dalla scuola”.

Un vero cambiamento, una rivoluzione culturale è invece il fine prospettato nella suggestiva relazione di Alessandra Bocchetti, che ha ricordato come la violenza sulle donne è autorizzata e scritta nell’immaginario della cultura nella quale viviamo: “basti pensare al rito del matrimonio, che vede uno scambio tra uomini”, ovvero il padre della sposa che dona la figlia al futuro marito. Il concetto messo in evidenza dalla Bocchetti è quello della “perdita dell'innocenza della vittima”. Secondo questa teoria, la colpa maggiore della donna è, infatti, quella di “ritenersi oggetto passivo di violenza e non soggetto libero ed emancipato a tutti gli effetti”. Quanto e più dei rimedi, per un’adeguata prevenzione, è necessaria, quindi,  “l’educazione delle bambine a rafforzare il senso e il rispetto di sé”. 

A confermare che quello al centro del dibattito è un fenomeno diffuso anche in Umbria è Daniela Albanesi. “Si caratterizza in ambito familiare e si manifesta in varie modalità - ha dichiarato - anche se oggi nella nostra regione è cresciuta la consapevolezza del problema e non si parte di certo da zero ma si prosegue in un sistema regionale antiviolenza”. La Presidente del Centro Pari Opportunità ha infine osservato che in Umbria non mancano attività di consulenza legale e psicologica, citando poi quella di Telefono Donna.

L’intervento di Cristina Papa ha infine chiuso la mattinata. “La crisi che stiamo attraversando - ha detto - non ci aiuta anzi aumenta tutte le diseguaglianze, comprese quelle di genere”.  La ricetta della Papa è quella di “ripartire dal corpo, dalla difesa della sua dignità e libertà”. Questo, ha concluso, “può forse essere il modo migliore per rivendicare pienezza di cittadinanza e insieme diritto alle differenze, risorse e libertà, capacità di vivere il presente e nello stesso tempo immaginare il futuro”.

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