"Siamo poveri e con un bimbo di 11 mesi invalido": Umbra Acque a tempo di record ripristina l'acqua in casa

Per via della morosità l'azienda aveva staccato il servizio. Ma è bastato l'informativa dell'avvocato di famiglia per ripristinare il servizio nel giro di un'ora

I pochi soldi che entrano ogni mese servono per le medicine, l'assistenza e un po' di cibo. Pagare le bollette è una impresa. Alcune sì e altre no. Vivere è vermanete difficile per una famiglia perugina, residente a Villa Pitignano, composta da una nonna capofamiglia, la figlia e suo marito, due bambini piccoli. Manca il lavoro, mancano i soldi e purtroppo cosa ancora più importante manca la salute per uno dei componenti della famiglia. Il più piccolo, le cui iniziali sono A.H., ha solo 11 mesi di vita. Purtroppo è gravemente malato: è invalido al 100 per cento come dimostrano i certificati medici degli ospedali di Perugia e Bambin Gesù di Roma. A peggiorare le cose la morosita per il servizio idrico che ha portato a chiudere i rubinetti, dopo diversi solleciti.

La famiglia si è rivolta all'avvocato Fulvio Carlo Maiorca per riavere l'acqua potabile in casa subito e in secondo battuta trovare una formula per rimettersi in regola con le bollette, magari passando per l'aiuto dei servizi sociali del Comune o della Caritas. L'acqua, come ha scritto l'avvocato nel suo testo ufficiale al sindaco Romizi e ai vertici di Umbra Acque è "fra i beni di prima necessità per la sopravvivenza e il piccolo ha bisogno dell’acqua per bere e per l’igiene della persona. Purtuttavia, codesta Società, in questi ultimo giorni ha interrotto l’erogazione dell’acqua, per il mancato pagamento di fatture. Non è questa la sede nella quale si possa discutere della assoluta indispensabilità dell’acqua, anche per le persone non abbienti e sotto la soglia di povertà come la Signora Bendini e i membri della sua famiglia, piuttosto quella di ottenere prima possibile l’erogazione dell’acqua al fine di scongiurare  il peggiore degli eventi per il piccolo".

Umbra Acque, una volta ricevuta la mail del legale, non ci ha pensato due volte: ed ha subito deciso di riattivare il servizio a questa sfortunata famiglia. Ma la cosa che rende onore alla società - diretta dall'amministratore unico Tiziana Buonfiglio e dal presidente Gianluca Carini - sono i tempi del ripristino: meno di un'ora dalla mail ricevuta dal legale. L'azienda ha voluto prima di tutto tutelare la salute del bambino e poi ci sarà tempo, luogo e modo per quelle cartelle arretrate. Niente burocrazia, niente tempi di attesa nonostante i tanti tecnici al lavoro sul territorio. Insomma un vero e proprio servizio pubblico... stavolta fatto anche con il cuore.

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