Viaggio alla scoperta dell’Umbria nascosta: il castello dove soggiornò San Francesco

Una mappatura ideale all'insegna di un percorso itinerante "fuori dal comune", per scoprire ciò che si nasconde nelle campagne e colline di Perugia. Itinerari rurali tra antichi ruderi e curiosità. Settima puntata

Quell’Umbria arcaica intrisa di fede e i suoi cammini, ancora recano l’impronta di passaggi terreni che ne hanno scolpito le sembianze; echi di passati eroi e i santi di questa terra, continuano a farci sentire una sublime presenza. Nelle mappe sperdute dei nostri luoghi, nei viaggi nella memoria della nostra storia, ci ricordano l’eterno connubio fra terra e cielo, plauso ardito di quella gloria che ha creato, nell’Umbria, i sentieri francescani della pace.

Lungo il tragitto che da Gubbio porta ad Assisi, e che intraprese san Francesco tra il febbraio e il marzo del 1206, una piccola località chiamata Valfabbrica, ancora custodisce, orgogliosa, i resti del Castello di Coccorano, risalente al tempo del feudalismo in Italia, e databile intorno al secolo XI.

Una struttura possente, percepibile dai resti delle mura perimetrali, e distrutto in seguito alle battaglie di predominio tra Assisi, Gubbio e Perugia, incanta ancora la valle del Chiascio di cui si contorna, arroccato nel silenzio delle sue sconfitte e dei suoi racconti.

Il rudere, ormai inghiottito dalla fervida vegetazione che ne restituisce un immagine misteriosa ma affascinante, preserva la struttura dell’ antica torre, un tempo molto ambita, data la posizione favorevole di controllo sul territorio circostante, che, insieme alle fortificazioni di Biscina e Giomici (è posta a 440 metri di altezza), offriva una veduta su gran parte del Chiascio.

Le notizie relative al castello, ci ricordano come, durante le lotte delle fazioni popolari della congiura dei Raspanti, avvenute a Perugia nell’anno 1393, molti perugini trovarono rifugio proprio a Coccorano, nonché si ipotizza anche la presenza  di Favarone Di Offreduccio di Bernardino, padre di Santa Chiara di Assisi. Appartenente alla nobile famiglia Bigazzini, di origine eugubina, questo splendido castello del passato, ha ospitato il poverello di Assisi, durante il suo cammino di fede. 

Si narra infatti, che durante il suo pellegrinare da Valfabbrica in direzione Gubbio, il frate subì un’aggressione da parte di un gruppo di briganti, che lo gettò sulla neve. Chiese accoglienza agli abitanti del posto, rifugiandosi nel vicino castello di Coccorano, la cui famiglia conosceva il santo dai tempi delle sue ricchezze terrene.

Inoltre, Paolino, della nobile famiglia dei Bigazzini, si fece monaco nel monastero dei Ss. Marco e Lucia del Sambuco, fondato intorno al 1260 nel territorio di Perugia, non lontano dal castello di Coccorano, feudo di famiglia, divenendo così Beato.Il castello fa parte di quel sentiero di pace che San Francesco percorse; una memoria storica che è, in primis, memoria di fede, di uomini divenuti santi e di luoghi che rimarranno eterni.

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