Via Ripa di Meana, il marciapiedi è stato rifatto regola d'arte, ma chi ha sbagliato stavolta pagherà?

L’Inviato Cittadino lo aveva segnalato con precisione: quel nuovo marciapiede sul lato destro di via Ripa di Meana a salire era fatto… coi piedi

Quel marciapiedi assurdo e impossibile è stato finalmente rifatto secondo le regole di legge e di… buon senso. E io pago! L’Inviato Cittadino lo aveva segnalato con precisione: quel nuovo marciapiede sul lato destro di via Ripa di Meana a salire era fatto… coi piedi. Più che “per” i piedi e i pedoni. C’era un tratto in cui non si poteva passare, stretti fra il paletto e la scarpata, senza mettere i piedi uno davanti all’altro, come fanno le indossatrici quando sfilano in passerella. Evidentemente il Comune ha condiviso e verificato la serietà della critica e ha proceduto come di dovere. 

Ossia: lo ha demolito e completamente rifatto. Ma ha è andato oltre. Erodendo e scalzando la scarpata della proprietà privata a confine (evidentemente in accordo coi proprietari), ha realizzato una struttura di contenimento in blocchi di cemento funzionali e belli a vedersi. È così che si fa. Un’opera deve essere adeguata e, possibilmente, anche bella. Adesso lo spazio è tale che può transitare comodamente una carrozzella per disabili. Ci si chiede chi pagherà per il rifacimento. Ovvero se c’è qualcuno cui si chiederà conto del lavoro di prima, tanto mal fatto da dover essere guastato. 

Perché è fuor di dubbio che il precedente intervento era sbagliato e… fuori legge, poiché non rispondeva alle dimensioni standard che non possono scendere sotto una certa
misura. Insomma: bravo al Comune che, la seconda volta, ha fatto eseguire un lavoro a regola d’arte e a norma di legge. Ma quello di prima, sbagliato e fuori norma, chi lo paga? Sempre Pantalone, ossia noi tutti?
 

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