Via Gallenga, a 16 anni già schiava: "Ti devi vendere a tutti se vuoi continuare a vivere"

Aveva raggiunto la sorella più grande a Perugia su richiesta del cognato perchè avevano bisogno di una mano per il nuovo lavoro che avevano intrapreso. Invece una volta arrivata è stata sequestrata e messa a battere. La minore è stata salvata grazie ad una inchiesta su un traffico di droga

“Se quella puttana vuole tornare nel suo paese che andasse in strada a guadagnare i suoi soldi”. Una piccola intercettazione. Un estratto di un remake a basso costo girato nei gironi infernali della prostituzione perugina. Sedicenne e senza un euro in tasca era approdata, come un pacco postale, dalla sorella. Paese di provenienza la Romania.  

Parte tutto da un giorno, di quelli che sembrano agli altri giorni qualunque. Un trans perde la vita in un appartamento di via Gallenga, stroncato, dirà poi l’autopsia, da una dosa di cocaina tagliata male. Partono le indagini. Le forze dell’ordine si mobilitano per capire chi ha fornito la droga. Si risale a un uomo di nazionalità romena. Il pusher che è a capo di un giro di prostituzione e droga, insieme ad altri quattro, viene costantemente messo sotto controllo.

Dalle intercettazioni si comprende che c’è qualcosa di più. Basta aspettare. L’uomo, insieme a suoi scagnozzi, viene messo dietro alle sbarre. Nell’abitazione dello spacciatore la nipote appena sedicenne viene trovata in uno stato di schock . La storia viene fuori a tratti. Tratti sconvolgenti.

In aula a ripercorrere la vicenda è il pm Manuela Comodi. Si prepara la lista dei testimoni che verranno ascoltati il 7 novembre prossimo. Nel frattempo si racconta il dramma vissuto dall’adolescente. Le erano stati sottratti i documenti. Per lei scappare sarebbe stato come fare un tuffo nel vuoto. Ogni giorno il cognato la raggiungeva nella camera e la seviziava senza pietà. Alla sorella della giovane, moglie dell’uomo, toccava la stessa sorte della ragazza.  Poi quel giro di droga e di transessuali che venivano gestiti dalla banda.

Per loro è stato ipotizzato il reato di sfruttamento della prostituzione, mentre per il cognato si parla anche di riduzione in schiavitù (art.600 del codice penale) ai danni della ragazza. Adesso sarà la giustizia che dovrà fare il suo corso.

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