Addio o arrivederci? L'Orto del Frate ha spento i fornelli. Il ricordo: super Mario, le notti senza fine e il "sommergibile"

Quando andavi all'Orto.... eri uno dell'Orto e basta: niente paese d'origine, niente titoli professionali, ma solo birra, cibo, dolci e musica.

Addio o arriverderci? L'unica certezza è che l'insegna non c'è più, la sala fuori è vuota e all'interno regna il silenzio e non si muove foglia. Sembra impossibile ma dopo quasi trent'anni l'Orto del Frate, la casa del nostro Super Mario, non c'è più. Era uno dei pochi posti dove i perugini-perugini e gli studenti fuori-sede si incontravano, convivevano e nascevano grandi amicizie e storie d'amore. Era l'unico posto dove incontravi campioni del Volley, quelli del rugby e tante stelle del Perugia calcio. Insieme a te mangiavano, come te, semplice cliente, venivano trattati. I camerieri dell'Orto poi erano tutti un po' giullari, un po' folli ma sempre precisi e puntuali.

Dopo un po' che frequentavi il posto si ricordavano abitudini e gusti. Le cameriere, poi... belle e brave. Non c'era un vero e proprio orario di chiusura da Mario: se volevi restare, ti concedevano un tavolo e una sedia in veranda ti portavano altre due birre... e loro andavano a dormire, dopo tanto lavoro, e tu continuavi a bere, ridere e scherzare. Appena albeggiava... tutti a casa. Mario sponsorizzava tutto: dal tiro alla fune ai mitici Orto Boys di Basket Csi, fino ad arrivare ai tornei di calcetto amatoriale. "Sono i miei ragazzi... li devo aiutare": diceva questo mentre tirava fuori un centone per la sponsorizzazione.

Insomma quando andavi all'Orto.... eri uno dell'Orto e basta: niente paese d'origine, niente titoli professionali, ma solo bira, cibo, dolci e musica. Ora tutti scrivono che i piatti forti erano il tiramisù e i tortellini alla cubana, io vi dico che invece il massimo era l'Orto piccante, una serie di antipasti al peperoncino che spaccavano. E l'altro grande piatto erano i bucatini al limone e gorgonzola. E non dimenticherò mai quando, ai tempi giovani cronisti de la Nazione e goliardi convinti, al sottoscritto e alla Callas - è il soprannome di Francesco - Mario ci insegnò la poesia del sommergibile: un bicchiere di wisky all'interno di un bel bicchierone di birra. Poesia alcolica. L'ultima recensione su Fb risale al 20 luglio: "Non solo ottima cucina in un ambiente familiare ma anche un intrattenimento caloroso verso tutti i commensali con particolare riguardo agli amici forestieri". Speriamo che sia solo un arrivederci magari in un altro luogo, ma con la stessa compagnia e spirito.  

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