Dossier, valle dei fuochi umbra: “Impatto ambientale rilevante, su salute va approfondito"

Ad intervenire è la commissione parlamentare d'inchiesta sugli eco-reati. Indagini in corso sul presunto danno ambientale in Valnestore

C’è una correlazione tra l’incidenza di tumori in Valnestore-sembrerebbe molto più alta a livello regionale- e il presunto danno ambientale a causa di illeciti sversamenti di rifiuti nei terreni portati avanti per decenni? Qualche mese fa, oltre al sequestro dell’ex bacino minerario dove l’Enel estraeva la lignite, sono stati sequestrati altri importanti ettari di terreno a Pietrafitta di Piegaro, mentre le indagini della procura stanno andando avanti per far luce sulla vicenda.

Ad intervenire è la commissione parlamentare d’inchiesta sugli eco-reati, il presidente Alessandro Bratti, ha voluto sottolineare come le indagini siano ancora  in corso. Il presidente è intervenuto anche sulla questione Gesenu: "e' una brutta storia quella che ha portato all'arresto del direttore Tecnico Sassaroli, Ora dobbiamo valutare se siano mancate verifiche".

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Tornando alla questione valle dei fuochi, spiega: "Valnestore è una storia molto comune a tante altre storie industriali del dopo guerra che abbiamo avuto in questo paese. La crisi occupazionale poi si è fatta sentire e capìti gli aspetti negativi dell’impatto industriale, sono venuti a galla i problemi. Sicuramente l' impatto ambientale non è irrivelante. Si stanno facendo analisi, anche da parte dell’Arpa che sta facendo monitoraggi su terreni e acque. I sindaci si sono posti in prima linea per cercare di fare chiarezza. Il primo problema è di carattere sanitario e bisogna capire se ci sono da fare ulteriori approfondimenti per verificare se esista un collegamento tra le ceneri e eventuali patologie;  c’è insomma un aspetto della salute che va approfondito"-spiega il presidente della commissione.

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Ulteriore punto da risolvere è capire come mettere  in sicurezza e bonificare quelle aree e dare un futuro a quella zona. Un territorio ora figlio di nessuno, che grava sulle spalle di una società in liquidazione e di un comune di 5mila abitanti. Ripeto, è una vicenda simile a tante che ci sono in questo paese e che devono fare i conti con le pesanti eredità del passato".

E i soldi destinati alla bonifica? Dai sequestri eseguiti sembrerebbe che questa bonifica non sia avenuta." Una parte di denaro dato per le cosidette opere di compensazione, sono stati usati non per bonifiche, se non una piccola parte, ma sono stati utilizzati per fare altro, come start up- questo ci veniva detto. Ora dobbiamo acquisire i dati esatti. Non hanno saputo dirci come i soldi della trattativa con Enel sono stati utilizzati. I sequestri dell’area della Centrale sono stati fatti per approfondimento di indagini e anche perchè ci sono varie tipoligie di rifiuti sparse, e capire chi li ha lasciati". 

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"Prima di ascrivere capi d’imputazione, bisogna approfondire dati tecnici e poi eventualmente, aprire un fascicolo. Aldilà di andare  a fare verifiche attuali di responsabilità, è importante che tra gli iterolcutori che ci sono, cè anche un futuro a cui pensare. Chi ha sbagliato pagherà ma bisognerà capire su questo accordo di programma con Enel . L’attenzione di tutti gli enti su questa area ora c’è ed è un fatto positivo".

Pozzi, acqua, terreni, è ancora da definire il danneggiamento ambientale. "Non c'è ancora un quadro complessivo, ci stanno lavorando. Lignite e carbone producono sicuramente emissioni nocive per l'ambiente che possono incidere sulla salute dei cittadini. Andare a ritroso e vedere che effetto abbiamo avuto quelle emissioni sulla salute delle persone, venti, trent'anni fa, è complesso". 

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