Epatite fulminante e trapianto di fegato, donna umbra salvata dai medici di Ancona

Il consigliere regionale del Pd Solinas: "Occorre subito stipulare una convenzione con le Marche per i trapianti di fegato. Questa situazione non è più tollerabile"

“Occorre subito stipulare una convenzione con le Marche per i trapianti di fegato. Questa situazione non è più tollerabile. È indispensabile risolvere al più presto questa grave situazione di ritardo”. Parole del consigliere regionale del Partito democratico (e medico), Attilio Solinas. L’esponente del Pd mette sotto ai riflettori una vicenda sanitaria che coinvolge l’Umbria e le Marche. La mancata convenzione, spiega, “riduce le possibilità degli umbri che aspettano un trapianto di fegato”.

“Ieri mattina – spiega Solinas - una giovane donna umbra è stata sottoposta a trapianto di fegato presso la Chirurgia universitaria di Ancona per una gravissima forma di epatite fulminante da assunzione di una dose eccessiva di paracetamolo. Il fegato da trapiantare è stato reperito e trasportato in Ancona in condizioni di emergenza da un donatore di Trento, vista la situazione di estrema gravità della paziente. Questo accade nonostante la nostra Regione abbia una convenzione con l'ospedale Umberto Primo di Roma. Accade perché ci fidiamo di Ancona. Accade perché c'è un consolidato rapporto di collaborazione tra i centri di epatologia umbri ed il centro trapianti del capoluogo marchigiano. I gastroenterologi e i chirurghi di Ancona si prodigano in modo eccelso nel seguire i malati di fegato umbri da trapiantare. Ieri mattina prestissimo il direttore della chirurgia dei trapianti di Ancona si è attivato per organizzare il reperimento dell'organo in urgenza e per eseguire al meglio l'operazione chirurgica che ha salvato la vita alla nostra concittadina”.

“Il sistema nazionale di condivisione degli organi donati – prosegue Solinas - prevede che, anche nel caso di urgenze, il fegato del prossimo donatore marchigiano debba essere 'restituito' al Trentino. L'Umbria, non avendo ancora una convenzione con le Marche per i trapianti di fegato, non può fornirle fegati di donatori propri. Può e deve fornirli, seguendo la convenzione interregionale, solo alla regione Lazio. Siamo in debito con le Marche per la dedizione e la professionalità con le quali i loro operatori seguono i pazienti umbri per malattie di fegato gravissime, portandoli al trapianto d'organo, nonostante la carenza complessiva di donazioni e l'impossibilità da parte dell'Umbria di assegnare i fegati dei propri donatori alle Marche. Questo, appunto, per mancanza di una convenzione”.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

“Ogni volta – continua Solinas - i colleghi dell'Università di Ancona mi telefonano per ricordarmi che la situazione è grave, come è avvenuto per la paziente di oggi, mi sento in grave imbarazzo e continuo a ripetere che le nostre istituzioni regionali risolveranno presto il problema, definendo la convenzione per il trapianto di fegato. Siamo in debito con i nostri amici marchigiani e ciò non è più tollerabile. Abbiamo pazienti umbri che attendono il trapianto e vedono le loro possibilità ridotte dall'impossibilità di ricevere organi dai donatori umbri”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Umbria Jazz, colpo di scena: l'annuncio ufficiale, progetto per quattro concerti ad agosto

  • Covid-19, quattro positivi asintomatici da Brunello Cucinelli: "L'isolamento ha evitato la trasmissione del virus"

  • Coronavirus, bollettino regionale del 31 maggio 2020: zero contagi, 17 le persone ricoverate

  • Offerte di Lavoro per Perugia e provincia: addetti al supermercato, farmacisti, operai, autisti e baby-sitter

  • Coronavirus e Fase 2, nuova ordinanza della presidente della Regione Umbria: le attività che riaprono dal 3 giugno

  • Test sieroprevalenza: battere il Coronavirus, ma la metà degli umbri chiamati non risponde all'appello della Croce rossa

Torna su
PerugiaToday è in caricamento