In Umbria record nazionale di professori e segretari assenti da scuola con la 104: scattano le verifiche

Il Ministero ha pubblicato i dati ed ha messo in evidenza tanti potenziali furbetti e anomalie in Umbria. Ecco le classifiche e cosa rischiano se la Commissione accerterà permessi di lavoro fasulli

Se sono furbetti, li scopriranno e rischieranno grosso sia a livello economico che di posto (pubblico). Il Ministero dell'Istruzione andrà a caccia dei cosiddetti furbetti della legge 104 che permette di non andare a lavorare per 3 giorni al mese se si ha un parente invalido o affetto da malattia invalidante. Sarà istituita una commissione speciale per i controlli, anche in collaborazione con le forze dell'ordine, e in Umbria avrà il suo bel da fare anche perchè i nostri insegnanti ma soprattutto il personale amministrativo delle scuole di casa nostra ha il record di "beneficiati" dalla legge in questione. Le graduatore - redatte dal Ministero - parlano chiaro provocando molti dubbi sulla regolarità di certe posizioni beneficiate dalla 104: il 26,2 per cento del personale non docente della scuola si avvale della legge 104 e quindi ogni mese per tre giorni non si presenta al lavoro per accudire i propri cari malati.

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E' il dato più alto d'Italia: a seguire il Lazio 24,7 per cento, in Sardegna il 23,3 per cento, Toscana, 18,85%. Chiude la classifica la Puglia con l'11 per cento del totale regionale del personale Ata. Mentre nella classifica dei dati relativi ai docenti a tempo indeterminato con il beneficio della 104 si indica la percentuale del 17,1 per cento. Sola Sardegna è avanti all'Umbria con il 18,7%. Fa pensare male il fatto che i colleghi precari (insegnanti e amministrativi) solo nel 5% richiedono i benefici di legge per stare vicini ai propri cari. E nel privato addirittura si  sprofonda all'1.5 per cento. Da qui la decisione della commissione di verificare la regolarità dei permessi. I furbetti sono ora avvisati: chi sgarrà o ha sgarrato rischia grosso, fino al licenziamento. 

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