Continua la strage di lupi in Appennino, trovata morta la lupa "Magica": le principali cause di morte e il numero degli esemplari

Il presidente del Parco: Inconro con Province e ANAS per garantire una effettiva sicurezza lungo le strade che attraversano territori naturali dove è noto il frequente attraversamento da parte di animali selvatici

"Magica" non era una lupa come tutte le altre che vivono nell'appennino umbro-marchigiano e che fanno parte di uno dei branchi stanziali del parco dei Sibillini. Aveva al collo un radiocollare che, permetteva di monitorare le abitudini di questi stupendi animali, utili non solo per tutelarli ma anche per trovare delle soluzioni per mettere in sicurezza le attività zootecniche, sebbene le prede principali dei lupi siano rappresentate in gran parte da animali selvatici, quali cinghiali, caprioli e cervi. Purtroppo questi preziosi dati non affluiranno più per via della morte di Magica che è stato investita da un'auto alle porte di Visso. 

La lupa Magica era stata catturata il 13 dicembre dello scorso anno nell’ambito del progetto “Wolfnet2.0” finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e realizzato in collaborazione con altri Parchi nazionali. Oltre a Magica, lo stesso giorno era stato catturato il lupo “Lui”, un individuo maschio sul quale proseguono regolarmente le attività di monitoraggio. I dati ottenuti da queste attività rivestono grande importanza per la conoscenza e la conservazione del grande carnivoro, circondato ancora da pregiudizi e false credenze. 

Attualmente nel Parco e nelle aree limitrofe, su un territorio di circa 1200 Kmq, vivono circa 70 lupi, distribuiti in 16 gruppi familiari ciascuno dei quali occupa un territorio ben definito. Sebbene il numero sia cresciuto negli ultimi decenni grazie a diversi fattori, tra cui l’entrata in vigore di norme di tutela e l’aumento delle sue prede naturali, si registra ancora un alto livello di mortalità soprattutto legato ad attività umane, come il bracconaggio e gli investimenti stradali; come è intuibile ed anche dimostrato nel progetto Life “STRADE”, il principale fattore di il rischio di collisione con la fauna selvatica lungo le strade è rappresentato dalla velocità. 

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Per arginare la strage di lupi e altri selvatici lungo le strade dei Sibillini, il presidente del Parco ha previsto degli incontri mirati: “nei prossimi giorni richiameremo l’attenzione dei gestori delle strade, soprattutto Province e ANAS, affinché pongano in essere tutte quelle misure, indicate anche nel Life STRADA, necessarie a garantire una effettiva sicurezza lungo le strade che attraversano territori naturali dove è noto il frequente attraversamento da
parte di animali selvatici”.

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