Omicidio del Bellocchio, la Cassazione respinge il ricorso del marito assassino e conferma la pena a 30 anni di carcere

I difensori di Francesco Rosi puntavano all'esclusione dellle aggravanti per poter ridurre la pena a 22 anni. L'uomo aveva ucciso a colpi di fucile la moglie davanti al figlio piccolo

Ricorso inammissibile e conferma della pena a 30 anni di carcere peer aver ucciso la moglie a colpi di fucile davanti al figlio minore. È la decisione della Corte di Cassazione sul ricorso presentato da Francesco Rosi, reo confesso per l’omicidio della moglie Raffaella Presta dopo che era stato condannato in secondo grado a trent’anni di reclusione con la formula del rito abbreviato.

La difesa dell’uomo, sostenuta dagli avvocati Francesco Cappelletti e Fabrizio Masetti, puntava alla riforma della sentenza sostenendo la prevalenza delle attenuanti generiche sulle aggravanti (che avrebbe comportato una riduzione della pena a 22 anni di reclusione) dopo che i giudici d’appello avevano concesso le attenuanti generiche con giudizio di minusvalenza rispetto alle aggravanti contestate.

Quanto all’esclusione dell’aggravante dei maltrattamenti in famiglia le difese avevano provato a sostenere “un’evidente posizione di predominanza caratteriale della donna nei confronti del marito, spesso accusato di essere un inetto, un debole, incapace di avere una vita propria”. Per i giudici di appello apparivano comprovati almeno otto episodi di maltrattamenti dal gennaio 2015 alla data dell’omicidio. La Cassazione ha ritenuto corretto lo svolgimento del processo e l’applicazione delle attenuanti generiche e la conferma delle aggravanti relative al maltrattamento.

Le parti civili costituite sono i fratelli della vittima, difesi dagli avvocati Federico Grosso e Luigi Matteo, la madre, difesa dall’avvocato Fulvio Simoni, il padre di Raffaella, difeso dall’avvocato Marco Brusco, l’associazione Libera..Mente Donna tramite l’avvocato Giuliana Astarita, la Rete antiviolenza con l'avvocato Maurita Lombardi e il Centro Pari Opportunità con l’avvocato Gemma Bracco.

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